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Poco prima di lasciare la Casa Bianca in elicottero il presidente uscente Donald Trump ha concluso il suo mandato concedendo la grazia o la commutazione della pena a 143 persone. Tra i 73 graziati spicca Steve Bannon, l’ex capo della sua campagna elettorale condannato per aver frodato diversi elettori i quali avevano versato denaro per la costruzione del muro antimigranti, denaro di cui una parte era stato girato da Bannon per le proprie spese personali e lo stipendio di un suo collaboratore.
Il nome di Bannon è spuntato anche nell’inchiesta del Russiagate: l’ex capo stratega aveva definito in una dichiarazione per un libro di Michael Wolff “sovversivo” e “antipatriottico” l’incontro tra il figlio di Trump, Donald jr., e un gruppo di russi avvenuto durante la campagna elettorale del 2016 alla Trump Tower.
Graziati tra gli altri anche Eliott Broidy, funzionario della macchina repubblicana, che si era dichiarato colpevole di essere un agente straniero, e l’ex sindaco di Detroit Kwame Kilpatrick, condannato per frode a 28 anni di carcere.
In dicembre Trump aveva graziato altre 15 persone tra cui quattro mercenari al soldo del suo paese che nel 2007 spararono in Iraq sulla folla uccidendo 17 civili: si trattava di Paul Slough, Evan Liberty, Dustin Heard e Nicholas Slatten, contractor della Blackwater Security Consulting inviati in Iraq a sostegno delle operazioni Usa. Tra l’altro la Blackwater Security Consulting, che oggi ha cambiato nome in “Accademia”, è di proprietà di Erik Prince, un alleato di Trump e fratello della segretaria all’Educazione Betsy DeVos.




