di Manuel Giannantonio

I due candidati alle primarie Donald Trump e Hillary Clinton hanno dato dimostrazione di forza nel super Tuesday di ieri sera. Entrambi hanno compiuto un passo importante verso l’investitura dei rispettivi partiti. Una parte degli elettori della East Coast degli Stati Uniti hanno votato per designare il loro candidato per le elezioni presidenziali di novembre. Gli Stati in gioco in questo turno erano il Connecticut, il Rhode Island, la Pennsylvania, il Delaware e il Maryland.

Tra i repubblicani è stato un autentico trionfo per Donald Trump. Dopo la vittoria schiacciante in questi Stati, il one man show Trump si avvicina ulteriormente alla nomina repubblicana, con i suoi rivali Ted Cruz e John Kasich non in grado di cambiare le cose in vista della convention repubblicana prevista in estate a Cleveland, come ha sottolineato il media politico The Hill.

Nella piena tradizione delle sue focose dichiarazioni, il magnate dell’immobiliare non è stato certo modesto: “Mi considero come il candidato designato. Assolutamente!”, ha dichiarato durante una conferenza stampa organizzata in un hotel della Grande Mela. Trump ha ancora una volta invitato i suoi avversari a ritirarsi, aggiungendo che “Hillary Clinton sarà un avversario più facile da battere di una dozzina di repubblicani che ho già sconfitto durante queste primarie.

Nel campo democratico, la nomination di Hillary Clinton è ormai data al 90 per cento, secondo il Chicago Tribune. L’ex segretario di Stato della prima amministrazione Obama ha ottenuto una facile vittoria in quattro dei cinque Stati in gioco. Bernie Sanders ha incassato una serie di colpi che con tutta probabilità segnano la fine delle speranze di rimontare, nonostante un percorso che è andato oltre ogni aspettativa.

L’ex first lady ha già puntato gli occhi sullo scrutinio di novembre: “I suoi commenti in questa serata di primarie comportano appelli espliciti, non solo indirizzati ai democratici, ma anche agli indipendenti e ai repubblicani”, indica il quotidiano di Chicago.

I giochi sono già fatti? Né Bernie Sanders, né Ted Cruz, né John Kasich si sono ritirati dalla corsa all’investitura. Per l’editorialista del New York Times Frank Bruni, queste elezioni hanno messo in luce “il culto dei pessimi perdenti”.

“Per i suoi sostenitori Bernie Sanders non sta affatto perdendo. È vittima di regole obsolete, di un’aritmetica oscura dell’establishment democratico corrotto”, ironizza l’editorialista. Un’ironia che non risparmia nemmeno i repubblicani: “Donald Trump non sta vincendo. Chiedete a Ted Cruz, la cui strana logica gli permette di mostrare che se si allea con John Kasich può contrastare Trump ed ottenere l’investitura repubblicana… ma lo farebbe solo per servire la volontà del popolo”.

Assegnazione dei delegati – corsa per la nomination repubblicana e democratica al 27 aprile (Fonte: The Green Papers).

Repubblicani

Riepilogo del voto popolare:

– Donald J. Trump: 10.121.657 voti, pari al 39,65%

– Ted Cruz: 6.919.993 voti, pari al 27,11%

– John Kasich: 3.677.669 voti, pari al 14,41%

– Marco Rubio: 3.490.758 voti, pari al 13,67%

– Dr. Ben Carson: 722.397 voti, pari al 2,83%

– Jeb Bush: 270.434 voti, pari al 1,06%

– Rand Paul: 60.588 voti, pari al 0,24%

– Chris Christie: 55.255 voti, pari al 0,22%

– Mike Huckabee: 49.545 voti, pari al 0,19%

– Carly Fiorina: 36.895 voti, pari al 0,14%

– Altri candidati: 53.262 voti, pari al 0,21%

– Nessun candidato: 71.678 voti, pari al 0,28%

Totale voti espressi sinora: 25.530.131

Delegati necessari per vincere la nomination: 1.237 su 2.472

Delegati conquistati da Donald Trum: 950 (per la nomination mancano 287)

Delegati conquistati da Ted Cruz: 560

Prossimi stati in cui si votano le primarie repubblicane:

3 maggio Indiana

10 maggio West Virginia

17 maggio Kentucky

17 maggio Oregon

7 giugno California

7 giugno Montana

7 giugno New Jersey

7 giugno New Messico

7 giugno South Dakota

14 giugno Washington D.C.

Democratici

Riepilogo del voto popolare:

– Hillary Clinton: 12.248.297 voti, pari al 56,46%

– Bernie Sanders: 9.102.979 voti, pari al 41,96%

– Martin O’Malley: 100.641 voti, pari al 0,46%

– Altri candidati: 121.918 voti, pari al 0,56%

– Nessun candidato: 120.554 voti, pari al 0,56%

Delegati necessari per la nomination: 2.383 su 4.764 (per la nomination mancano 224)

Delegati conquistati da Hillary Clinton: 2.159

Delegati conquistati da Bernie Sanders, 1.370

Totale voti espressi sinora: 21.694.389

Prossimi stati in cui si votano le primarie democratiche:

3 maggio Indiana

10 maggio West Virginia

10 maggioNebraska

17 maggio Oregon

24 maggio Washington

7 giugno California

7 giugno Montana

7 giugno New Jersey

7 giugno New Messico

7 giugno South Dakota