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Bergoglio con karekin iiNella ricorrenza del centesimo anniversario del genocidio degli armeni, il papa è intervenuto durante la messa domenicale rifacendosi alla dichiarazione comune del 2001 di papa Giovanni Paolo II e Karekin II, patriarca della Chiesa armena, ed ha affermato che “La nostra umanità ha vissuto nel secolo scorso tre grandi tragedie inaudite: la prima, quella che generalmente viene considerata come il primo genocidio del XX secolo; essa ha colpito il vostro popolo armeno, prima nazione cristiana”. Si è trattato, ha continuato il pontefice, di un dramma che ha colpito il popolo armeno “insieme ai siri cattolici e ortodossi, agli assiri, ai caldei e ai greci”, in cui “Furono uccisi vescovi, sacerdoti, religiosi, donne, uomini, anziani e persino bambini e malati indifesi”. Gli altri due genocidi sono stati quelli ad opera del nazismo e dello stalinismo, ma anche “più recentemente altri stermini di massa, come quelli in Cambogia, in Ruanda, in Burundi, in Bosnia. Eppure sembra che l’umanità non riesca a cessare di versare sangue innocente”.

“Ricordarle le vittime è necessario, anzi, doveroso – ha aggiunto Bergoglio -, perché laddove non sussiste la memoria significa che il male tiene ancora aperta la ferita; nascondere o negare il male è come lasciare che una ferita continui a sanguinare senza medicarla!”.

Immediatamente le autorità di Ankara hanno convocato il nunzio apostolico in Turchia Antonio Lucibello, vescovo titolare di Thurio, per protestare per la descrizione degli eventi come “un genocidio”, ed in serata hanno richiamato il proprio ambasciatore presso la Santa Sede.

Infatti la Turchia non ha mai riconosciuto che morirono centinaia di migliaia di cristiani armeni nelle violenze dei soldati ottomani a partire dal 1915 .

Nella foto: Papa Bergoglio abbraccia il patriarca Karekin II