di Fabrizio Montagner – 

   

Si è tenuta ieri in Piazza san Pietro, nella Città del Vaticano, la veglia di preghiera indetta da papa Francesco per chiedere la pace in Medio Oriente e indirettamente alle potenze straniere, ovvero agli Stati Uniti, di non procedere in un attacco militare contro il regime siriano.

Il pontefice ha parlato di “fraternità”, di “unica famiglia”, di “bontà”, ma sarebbe un errore scambiare il messaggio di Bergoglio per semplice buonismo: come ha spiegato nei giorni scorsi su Radio Vaticana il segretario del dicastero Giustizia e Pace, mons. Mario Toso, le preoccupazioni del papa consistono nel fatto che “Il conflitto in Siria contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali”.

Così, intervenendo ieri sera davanti alla piazza gremita da 100mila persone, fra le quali moltissime autorità, papa Francesco ha spiegato che “quando l’uomo pensa solo a se stesso, ai propri interessi e si pone al centro, quando si lascia affascinare dagli idoli del dominio e del potere, quando si mette al posto di Dio, allora guasta tutte le relazioni, rovina tutto; e apre la porta alla violenza, all’indifferenza, al conflitto”. Ha poi aggiunto: “essere persona umana significa essere custodi gli uni degli altri. E invece quando si rompe l’armonia succede una metamorfosi: il fratello da custodire e da amare diventa l’avversario da combattere, da sopprimere. Quanta violenza viene da quel momento, quanti conflitti, quante guerre hanno segnato la nostra storia. Basta vedere la sofferenza di tanti fratelli e sorelle. Non si tratta di qualcosa di congiunturale, ma questa è la verità: in ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino”.

Ai margini della piazza il piccolo gruppo di una decina di credenti musulmani, tra i quali siriani, che ha recitato il Corano unendosi così alla preghiera per la pace indetta da Papa Francesco; è stato  recitata “La Sura delle Stanze intime”, verso 13 del Corano: “O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e da una femmina, abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di voi è colui che Lo teme In verità Allah è sapiente e ben informato”.