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Si è conclusa in modo drammatico la protesta dei detenuti del “modulo 2” del carcere Uribana, nello stato di Lara a sudovest del Venezuela, da giorni in sciopero della fame per protestare contro le condizioni definite “inumane” e le “violazioni dei diritti umani”: in 21 sono morti dopo aver assunto un cocktail di farmaci, un pericolosissimo miscuglio di antibiotici e antidepressivi, mentre altri 140 reclusi sono rimasti intossicati.
Ne ha dato notizia l’Osservatorio venezuelano delle carceri (Ovp), il quale ha anche reso noto che durante l’ammutinamento le autorità del carcere hanno abbandonato la prigione, permettendo così ai reclusi di prendere il controllo dell’infermeria.
Il ministero del Servizio penitenziario ha comunicato che “Uribana fa parte dei 70 centri di reclusione del Paese dove viene applicato il nuovo regime penitenziario nazionale, che supera il vecchio modello del passato, caratterizzato dalle deplorabili condizioni di anarchia e violazione dei diritti umani”.

