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Mentre montano le proteste delle opposizioni e degli studenti, il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha provveduto all’espulsione dei giornalisti della Cnn, colpevoli, a suo dire, di diffondere informazioni su violenze esercitate dalle forze dell’ordine che in realtà non esisterebbero, ovvero notizie che inciterebbero allo scontro e quindi alla ribellione.
In realtà la repressione contro gli studenti esiste eccome, basti pensare che lo stesso Maduro ha disposto l’invio di paracadutisti e persino di aerei da guerra nella regione occidentale del Tachira, dove è partita la contestazione studentesca: il successore di Chavez ha parlato di un “modello di golpe lento” in corso, di “golpe fascista” dove la protesta degli studenti sarebbe in realtà solo uno degli effetti visibili.
Sarebbero comunque già otto le vittime degli scontri fra i manifestanti e le forze di sicurezza, ma da più parti i parla di giovani arrestati e torturati, ed uno di loro ha raccontato di essere stato sodomizzato con la canna del fucile da un militare; il fatto sarebbe avvenuto nella città di Carobobo, fatto che si inserisce in un quadro repressivo imbarazzante per Maduro, al quale ha risposto indicendo una “marcia nazionale delle donne” in suo sostegno.
Il capo della diplomazia europea, Chaterine Ashton, si è detta “preoccupata” per la violenza in Venezuela e “allarmata per l’arresto di studenti e dirigenti politici”, mentre da Washington il Segretario di Stato americano John Kerry ha dichiarato che “Il governo venezuelano ha affrontato i manifestanti pacifici con la forza e in alcuni casi con guardie armate che affermano di sostenere il governo. Ha arrestato studenti ed una figura chiave dell’opposizione. Ha limitato la libertà di espressione e di riunione necessarie per legittimare il dibattito politico” Ha poi aggiunto di “chiedere al governo del Venezuela di mettere fine ai suoi sforzi per soffocare il dissenso con la forza e di rispettare i diritti umani”.
Maduro ha definito l’uscita di Kerry “arrogante e insolente”, che dà “luce verde ai gruppi violenti per attaccare il nostro popolo”.

