Notizie Geopolitiche

Riprendono domani i colloqui di Ginevra sulla Siria, ma resta insoluto il nodo centrale del ruolo del presidente Bashar al-Assad nella fase di transizione.

Mohammed Alloush, capo negoziatore delle opposizioni è stato perentorio ed ha affermato che “Affinché i negoziati abbiano successo, Bashar al-Assad deve lasciare il Paese, vivo o morto”. A lui ha ribattuto il negoziatore governativo siriano, il ministro degli Esteri Walid al Muallem, il quale ha detto che “Non parleremo con nessuno che voglia mettere in discussione la presidenza”, e “questa resta per noi una linea rossa”.

Al termine dei colloqui Ue-Usa svoltisi a Parigi, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha ribadito su RaiNews24 la posizione dell’Italia, per cui “La transizione concordata a livello internazionale prevede il superamento del ruolo di Bashar al-Assad e della sua personale leadership in Siria”. Ha poi aggiunto che “Non è possibile immaginare una transizione in Siria e un nuovo contesto pluralistico e pacifico con ancora al-Assad alla guida”.

Gentiloni ha detto di nutrire “grande speranza, perché da tre settimane c’è una sostanziale cessazione delle ostilità che ha permesso di raggiungere 235.000 persone in zone sotto assedio che rischiavano di morire di fame ed erano del tutto prive di medicinali”, ma ha reso noto che al vertice presso il Quai d’Orsay, a cui erano presenti i ministri degli Esteri di Germania, Francia, Italia e Gb, è emerso come “da parte del regime siriano non vengano rispettati tutti gli impegni che sono stati presi”, per cui “ci sono ancora zone sotto assedio che non si riescono a raggiungere e ci sono ancora combattimenti in alcune zone contro le forze di opposizione”.

Ancora una volta su pressione in particolare di Turchia e Arabia Saudita sono esclusi dalle trattative di Ginevra i curdo-siriani dell’Ypg, ovvero coloro che hanno contrastato lo Stato Islamico nella battaglia di Kobane e che hanno liberato dai jihadisti diversi territori a nord della Siria.

L’inviato dell’Onu per la crisi siriana Staffan de Mistura ha tuttavia ravvisato la necessità che la rappresentanza curdo-siriana sia coinvolta, ma già in occasione della prima riunione i delegati giunti a Ginevra erano stati costretti a fare le valigie ed a tornare a casa.

Dalla tregua sono stati esclusi i gruppi terroristici di Jabat al-Nusra (al-Qaeda) e dell’Isis, ed oggi ci sono da registrare scontri nella zona di Idlib proprio fra i jihadisti di al-Nustra e i miliziani delle opposizioni, i quali hanno perso il controllo di alcune basi e quindi delle armi in esse presenti.

Fino ad oggi al-Nustra, prontamente aiutata con le forniture dalla Turchia, era alleata ai ribelli.