di C. Alessandro Mauceri –

Qualche settimana fa è stato presentato il nuovo film documentario della regista israeliana Leslee Udwin dal titolo India’s daughter. Si pensava che vedendo e sentendo i “numeri” di cui si parlava nel lungometraggio sarebbe scoppiato uno scandalo, ma così non è stato. Il film denunciava la situazione della violenza contro le donne, soprattutto minorenni, in India.

Ogni tanto i media occidentali riportano la notizia di questa o di questa violenza, e quasi sempre, in questi casi, della prontezza delle autorità nell’individuare e punire i responsabili. Casi come quello di due sorelle di 14 e 15 anni, rapite, stuprate e impiccate in un villaggio dell’Uttar pradesh, in India. Il padre ne aveva denunciato la scomparsa ma, la polizia, si dice anche a causa del fatto che le due ragazze erano delle dalit, il gradino più basso della scala sociale indiana, non era intervenuta immediatamente.

Il problema è che nessuno parla dei numeri reali di questo fenomeno, né in India né altrove. In India, paese di 1,2 miliardi di abitanti, viene commesso uno stupro ogni 22 minuti. Ormai la chiamano la ‘cultura dello stupro’: pare che, dopo essere stati scoperti e arrestati, alcuni stupratori abbiano mostrato di non essersi resi conto di aver commesso un reato. Un problema sociale che la classe politica non riesce ad arginare. Neanche il premier Narendra Modi, che pure, dopo le elezioni, aveva promesso “una rivoluzione nella società indiana”.

Un dato terrificante che non è solo indiano e che non fa comprendere la gravità del problema a livello globale. Nella classifica dei paesi con il maggior numero di stupri, l’India non occupa il primo posto: è preceduta dagli Stati Uniti d’America. E con un margine molto ampio (specie se si considera la differenza del numero di abitanti). Nel 2012 in India i casi di stupro sono stati oltre 21mila, negli USA sono stati più del quadruplo, 89mila. Un problema dai risvolti sociali non indifferenti. Da uno studio interno condotto dalla facoltà di Scienze Politiche di Harward, è emerso che delle 2mila donne tra i 18 e i 29 anni di età intervistate, il 36% di loro era stato vittima di violenze sessuali, all’interno o all’esterno del campus.

E altrettanto sorprendente leggere quale paese si è classificato al terzo posto di questa graduatoria: subito dopo l’India, compare il Regno Unito, con oltre 15mila casi. Secondo i dati dell’associazione NSPCC basati sulle denunce alle forze dell’ordine di Inghilterra e Galles per il periodo 2013-14, i casi di violenze su minori segnalati alla polizia è di 85 al giorno, con un incremento del 38% rispetto all’anno precedente.

A fare compagnia ai sudditi di Sua Maestà, in questa infame graduatoria, altri due paesi insospettabili, due di quelli che da tempo si levano a paladini dei diritti umani e che si presentano come i maggiormente civilizzati e socialmente evoluti: Francia e Germania, rispettivamente al quinto e al sesto posto.

Questi i numeri assoluti. Se invece si fa riferimento alle percentuali in relazione alla popolazione, le sorprese non diminuiscono, anzi. Confermata la posizione di testa degli Usa, al secondo posto compare il Sud Africa. Ma la sorpresa viene dal terzo posto che è occupato dalla Svezia. E dopo la quarta posizione dell’India e la quinta del Regno Unito, al sesto e al settimo posto si confermano Germania e Francia seguite, altra sorpresa, dal Canada, all’ottavo posto.

E l’Italia? Per una volta i media internazionali non possono additare il Bel Paese come il peggior paese. Una magra consolazione se si considera che in Italia da marzo 2014 a marzo 2015 (dati Ministero dell’Interno) i casi di stupro sono stati 3.624, praticamente uno ogni due ore. E nel 91,7 per cento dei casi, le vittime sono donne.

Un numero che risulta in calo rispetto agli anni precedenti, ma che potrebbe essere solo parte del problema reale: le telefonate al 1522, il servizio di pubblica utilità del Dipartimento per le Pari Opportunità, sono state oltre 40mila (8.439 solo nei primi tre mesi di quest’anno). E molte delle vittime che hanno chiesto aiuto al numero verde e che hanno dichiarato di essere stata vittime di violenze (circa il 30 per cento del totale) hanno detto di non aver sporto denuncia. Ciò significa che, in Italia, come del resto in molti altri paesi “evoluti”, i casi di stupro reali potrebbero essere molti, molti di più di quelli denunciati.

Ad oggi secondo i dati resi noti da WEST, in Italia sono più di 600mila le donne che sono state vittime di stupro (652 mila) e ancora di più quelle che sono state vittime di tentato stupro (746 mila).

Numeri che dimostrano che si tratta di un problema serio, in Italia e nel mondo. Ma di cui non si parla mai abbastanza.