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Miliziani di al-Qaea Aqap hanno attaccato oggi nello Yemen meridionale (provincia di Lahj) la principale base aerea militare del paese, al-Anad, utilizzata anche dalle truppe statunitensi.
Da quanto si è appreso, nell’azione sono stati sparati sei missili Grad, concentrati sulla parte Usa della base. Per quanto non sia ancora stato fornito un bilancio ufficiale, testimoni hanno riferito dell’arrivo di numerose ambulanze e di aver visto i corpi esanimi di diversi soldati.
Il gruppo terroristico ha diffuso un comunicato in cui spiega che l’attacco è stato perpetrato in risposta al blitz di settimana scorsa delle forze speciali statunitensi per liberare lo statunitense Luke Somers e il sudafricano Piere Korkie, poi rimasti uccisi nel’azione.
Nel messaggio al-Qaeda ha anche accusato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, di essere responsabile per la morte dei due ostaggi e ha minacciato “tutti gli americani, all’interno o all’esterno degli Stati Uniti, in aria, su terra e su mare”.
L’Aqap è guidato direttamente dal successore di Osama Bin Laden, Ayman al-Zawahiri, ma lo Yemen, paese dove ha base al-Qaeda, è teatro di scontri dovuti alla presenza di più attori: l’apparato governativo, presieduto da Abd Rabbo Mansur Hadi, gli Usa che combattono al-Qaeda in una guerra fatta di intelligence e di droni, e la minoranza Hutui, sciita e sostenuta dall’Iran, che negli ultimi mesi ha saputo mettere sotto scacco l’esercito regolare ed assediare la capitale.
Tant’è che oggi il giornale panarabo al Sharq al-Awsat ha comunicato che gli sciiti hanno preso il controllo di un sistema missilistico dell’esercito situato nella base aerea militare di al-Duleimi, presso la capitale Sanaa e che i seguaci di Abdel Malik al-Houthi (l’imam a capo del gruppo) controllano ormai più di due terzi delle basi delle forze aeree, navali e di terra dell’esercito yemenita
Fra le richieste degli Huthi avanzate prima dell’assedio della capitale vi erano l’inserimento di 20mila appartenenti alla minoranza nelle forze armate governative, l’assegnazione di 10 ministeri e l’inclusione nella regione di Azal di Hajja e dei governatorati di al-Jaw.

