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Poco dopo la firma del cessate-il-fuoco, su mediazione Onu, fra il governo Abdu Rabu Mansour Hadi e i ribelli sciiti Houthi, che chiedevano maggiore partecipazione nella vita politica del paese, l’inclusione nelle loro regioni di alcune città e quote fisse di rappresentanza nell’esercito e che per questo avevano assediato militarmente la capitale, le autorità yemenite hanno dovuto avere a che fare con uno dei problemi di sempre che affliggono il paese, cioè la presenza di al-Qaeda.
Un missile infatti è stato sparato da un’auto a 200 metri dall’ambasciata superfortificata degli Stati Uniti: ad essere colpita è stata la postazione della polizia yemenita a protezione della rappresentanza diplomatica, la quale era comunque stata evacuata su allarme lanciato dall’intelligence.
L’arma impiegata è stato un lanciarazzi leggero anticarro M72 di fabbricazione americana.

