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Le forze filo-governative dello Yemen continuano ad avanzare e a riprendere i territori conquistati dai ribelli houthi, consolidando man mano le posizioni guadagnate anche grazie al supporto aereo della coalizione della Lega Araba a guida saudita.
Il golpe degli houthi, avviato lo scorso 27 gennaio, che ha deposto il presidente Abd Rabbo Mansour Hadi e dietro al quale vi sarebbe l’Iran (che però nega), è arrivato dopo che per mesi avevano chiesto invano alcuni riconoscimenti come l’inserimento di 20mila appartenenti alla minoranza nelle forze armate governative, l’assegnazione di 10 ministeri e l’inclusione nella regione di Azal di Hajja e dei governatorati di al-Jaw. Gli houti sostengono l’ex presidente Ali Abdallah Saleh.
L’azione della Lega Araba vede coinvolti Egitto, Sudan, Giordania, Marocco, Bahrain, Qatar e Emirati Arabi Uniti. Questi ultimi hanno aperto un corridoio umanitario e stanno rifornendo di aiuti la popolazione stremata.
Sono 3.500 le vittime, di cui la metà civili, degli scontri in corso nel paese mediorientale.
Nella fattispecie i combattimenti sono in corso nella zona di Aden, roccaforte dei filo-governativi, dove le forze fedeli ad Hadi hanno ripreso il controllo anche della base aerea di al-Anad, la più importante del paese, ma l’intera provincia di Lahj dovrebbe cadere a breve e quindi favorire l’avanzata verso est, in quella di Abyane.
Al momento gi houthi controllano ancora la capitale Sanaa e vaste regioni del nord, nonchè importanti centri petroliferi e raffinerie.

