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Il ministero della Difesa yemenita, controllato dai ribelli sciiti houthi che lo scorso 27 gennaio hanno preso il potere rovesciando il presidente Abd Rabbo Mansour Hadi, ha reso noto che nei continui attacchi dell’aviazione saudita è stato colpito il campo profughi di Mazraq, nello Yemen nordoccidentale. Le vittime sarebbero oltre 40, mentre i feriti 250. Nel campo vivono 4mila persone, e fra i morti vi sarebbero anche bambini.

Il generale saudita Ahmed Asseri, che guida la coalizione, ha comunicato che i raid aerei contro gli houthi continueranno fino a quando il presidente Hadi tornerà al potere. Hadi in questi giorni si trova a Riad, in quanto la sua roccaforte di Aden è teatro di continui scontri.

Ad avvertire l’Arabia Saudita, alleata di ferro degli Usa, è stato oggi il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, il quale, paventando l’ulteriore precipitare della situazione che potrebbe vedere l’Iran spingersi in “un conflitto aperto” a difesa degli houthi, ha detto che farà “il possibile” perché si tengano colloqui fra le parti in territorio neutrale.

La coalizione anti-houthi è composta, oltre che da Yemen e Arabia Saudita, anche da Egitto, Sudan, Giordania, Pakistan, Marocco Bahrain, Emirati Arabi Uniti e Qatar.