Notizie Geopolitiche

Il fotoreporter statunitense Luke Somers è stato ucciso dai miliziani di al-Qaeda Aqap (la frangia della Penisola Arabica di al-Qaeda): dopo che ai qaedisti stato chiaro che le autorità Usa non avrebbero pagato il riscatto richiesto, l’ostaggio è stato spostato in una località diversa da quella dove si trovava prigioniero, per cui è fallito il blitz autorizzato da Barak Obama è portato a termine due giorni fa presso una base dei terroristi situata nelle vicinanze di Sanaa.

“All’inizio della settimana un video dei terroristi annunciava che Luke Somers sarebbe stato ucciso nel giro di 72 ore e altre indicazioni davano la sua vita in imminente pericolo”, ha dichiarato il presidente Barak Obama, il quale ha spiegato che “Basandomi su queste informazioni ho autorizzato un’operazione di salvataggio”.

La notizia del fallimento del blitz è stata data dal contrammiraglio John Kirby, il quale ha reso noto che le forze speciali Usa hanno operato con quelle yemenite e che nell’azione sono stati liberati diversi ostaggi, ma non Somers.

Nel suo intervento Obama ha parlato di “barbaro assassinio” ed ha precisato che “Ho anche autorizzato il salvataggio di altri ostaggi che erano tenuti prigionieri insieme a Luke”; ha poi concluso affermando che sarà sua responsabilità “fare il possibile per proteggere i cittadini americani”.

Purtroppo con Somers è stato ucciso anche l’ostaggio sudafricano Piere Korkie.

L’Aqap è guidato direttamente dal successore di Osama Bin Laden, Ayman al-Zawahiri, ma lo Yemen, paese dove ha base al-Qaeda, è teatro di scontri dovuti alla presenza di più attori: l’apparato governativo, presieduto da Abd Rabbo Mansur Hadi, gli Usa che combattono al-Qaeda in una guerra fatta di intelligence e di droni, e la minoranza Hutui, sciita e sostenuta dall’Iran, che negli ultimi mesi ha saputo mettere sotto scacco l’esercito regolare ed assediare la capitale.