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L’Aqap, al-Qaeda nella Penisola Arabica, ha minacciato oggi attraverso un video l’uccisione del fotoreporter Luke Somers, rapito a Sanaa nel settembre 2013. Nel video si vede uno dei leader dell’Aqpi, Nasser bin Ali al-Ansim, accusare gli Stati Uniti di “crimini” contro il mondo islamico ed avvertire che le autorità americane sono “al corrente” delle richieste per liberare Somers. “in caso contrario – ha minacciato al-Ansim – l’ostaggio americano andrà incontro al suo inevitabile destino”.

Nel pomeriggio il contrammiraglio John Kirby ha reso noto che le forze speciali Usa hanno tentato un blitz per liberare Somers: nell’azione, condotta a Sanaa dalle truppe governative, sono stati liberati diversi ostaggi, ma non Somers, spostato in un’altra località.

L’Aqap è guidato direttamente dal successore di Osama Bin Laden, Ayman al-Zawahiri, ma lo Yemen, paese dove ha base al-Qaeda, è teatro di scontri dovuti alla presenza di più attori: l’apparato governativo, presieduto da Abd Rabbo Mansur Hadi, gli Usa che combattono al-Qaeda in una guerra fatta di intelligence e di droni, e la minoranza Hutui, sciita e sostenuta dall’Iran, che negli ultimi mesi ha saputo mettere sotto scacco l’esercito regolare ed assediare la capitale.