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Le forze filogovernative yemenite, appoggiate dai raid aerei della coalizione araba guidata dall’Arabia saudita, hanno lanciato un’offensiva per prendere il controllo della provincia di Taez, nello Yemen sud-occidentale. Ne ha dato notizia il generale Ahmed Saif al-Yafei, capo dello stato maggiore delle forze fedeli al presidente deposto Abd Rabbo Mansour Hadi, il quale ha spiegato che il via all’operazione è arrivato dopo i rinforzi pervenuti dalla Lega Araba.

Dopo Aden, presa lo scorso 18 luglio, i lealisti tentano ora di prendere Taez, la terza città del paese, mentre Sanaa, per quanto bombardata quasi quotidianamente, resta salda nelle mani dei ribelli houti.

Il golpe degli houthi, dietro al quale vi sarebbe l’Iran (che però nega), ha preso inizio in febbraio ed è arrivato dopo che per mesi avevano chiesto invano alcuni riconoscimenti come l’inserimento di 20mila appartenenti alla minoranza nelle forze armate governative, l’assegnazione di 10 ministeri e l’inclusione nella regione di Azal di Hajja e dei governatorati di al-Jaw. Gli houti sostengono l’ex presidente Ali Abdallah Saleh.

La coalizione della Lega Araba è formata, oltre che dai lealisti yemeniti, da Arabia Saudita, Egitto, Sudan, Giordania, Marocco, Bahrain, Qatar e Emirati Arabi Uniti. A loro si sono aggiunti mercenari, ed in ottobre si è appreso dell’arrivo di 800 colombiani esperti di guerriglia, in appoggio alle forze di Abd Rabbo Mansour Hadi.

Sono 5mila, per lo più civili, le vittime del conflitto.