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Continua l’operazione delle Forze yemenite di contrasto ai molti gruppi di al-Qaeda: nei pressi della capitale Sanaa è rimasto ucciso in un conflitto a fuoco uno dei capi del gruppo terroristico, Shaif Mohamed Said al-Shabwani, considerato responsabile di diversi attentati e di innumerevoli sequestri di persona.

Come è stato precisato in un comunicato dell’Alto comitato per la sicurezza all’agenzia ufficiale Saba, al-Shabwani era “uno dei membri di al-Qaeda più pericolosi e ricercati, e uno dei leader della rete, coinvolto in sequestri e omicidi di poliziotti e cittadini stranieri”. Le autorità yemenite hanno anche riportato dell’uccisione di altri due membri di al-Qaida, un daghestano di nome Timur Al-Daghestani e un saudita, mentre due francesi di origine tunisina sono stati arrestati.

Poco dopo vi è stato un attentato contro il Palazzo presidenziale a Sanaa, dove sono rimaste uccise cinque guardie di sicurezza: si tratta di un’evidente ritorsione.

Nella giornata di oggi si è anche saputo che la chiusura al pubblico momentanea dell’ambasciata Usa nello Yemen è stata decisa dopo che lo scorso 24 aprile due funzionari addetti alla sicurezza della rappresentanza diplomatica avevano sparato e ucciso due civili armati yemeniti che avevano cercato di rapirli.