di Enrico Oliari –
Alla conferenza sul clima in corso a Parigi il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe si è scagliato contro le nazioni sviluppate “avare”, le quali, dopo aver “ridotto l’ambiente alla situazione climatica che oggi viviamo”, cercano di spostare l’onere per le limitazioni delle emissioni sui paesi poveri.
“E’ inconcepibile – ha affermato – che non solo i paesi evoluti continuino ad essere avari nel fornire i mezzi per affrontare l’emergenza ecologica ai paesi in via di sviluppo, bensì vogliono far carico a noi del pasticcio loro stessi hanno creato”.
“Non possiamo e non potremo assumere più obblighi – ha continuato – . In questo modo vengono colpite le nostre aspirazioni allo sviluppo, e in particolare i nostri sforzi per sradicare la povertà”.
Il discorso è stato in sintonia con quello del presidente cinese Xi Jinping, a capo del paese responsabile del 30% delle emissioni nocive, il quale ha affermato che “la lotta ai cambiamenti climatici non dovrebbe negare le legittime necessità dei paesi in via di sviluppo di ridurre la povertà e di migliorare gli standard di vita della propria popolazione”.
Ed oggi ad Harare i due si sono incontrati per consolidare i rapporti di partenariato, in un quadro che vede la Cina già principale investitore nel paese africano.
Xi Jinping è stato accolto all’aeroporto da Mugabe, da una salva di 21 colpi di fucile e da uno sventolio di bandiere cinesi e dello Zimbabwe, oltre che da una folta delegazione di lavoratori cinesi residenti nel paese.
Il presidente cinese ha affermato che i rapporti con lo Zimbabwe rappresentano “una pietra angolare della politica estera cinese e questo non cambierà mai”.
Lo Zimbabwe, che proprio per la controversa presidenza di Mugabe e per i diritti umani calpestati è sottoposto a sanzioni da parte dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, resta un paese isolato e quindi bisognoso degli investimenti cinesi, per cui la visita di Xi Jinping ha lo scopo di firmare nuovi contratti sugli sfruttamenti minerari e dei terreni agricoli di cui la Cina ha estrema necessità. Tuttavia gli investitori cinesi continuano a presentare una certa prudenza, proprio a causa del clima politico instabile, che non dà garanzie nel tempo.

