RCA. Il leader della 3R Sidiki Abass è morto in combattimento: inserito nella lista nera degli Usa

di Alberto Galvi –

Il leader della milizia armata della RCA (Repubblica Centrafricana) Return, Reclamation, Rehabilitation o 3R, Sidiki Abass, è morto il 25 marzo 2021 in un centro sanitario a Kambakota, a circa 320 km a nord della capitale, Bangui. Abass fu inserito nella lista nera degli Usa e dell’ONU per violazioni dei diritti umani, inclusi stupri e torture.
La 3R a dicembre scorso si è unita alla CPC (Coalition of Patriots for Change), un’alleanza di alcuni dei più potenti gruppi armati del paese dilaniato dalla guerra. L’alleanza ha lanciato un’offensiva due settimane prima delle elezioni presidenziali del 27 dicembre scorso nel tentativo di impedire la vittoria del presidente Faustin-Archange Touadera e di ribaltare il suo governo.
La 3R era in prima linea nel combattimento contro le forze filogovernative, raggiungendo infine un’area a circa 100 km da Bangui. Fonti dell’ONU e della sicurezza hanno contestato l’affermazione del gruppo secondo cui Abass sarebbe stato ferito il 16 novembre 2020, prima dell’offensiva dei ribelli.
All’inizio di dicembre terminaono i combattimenti, quando il suo convoglio cadde in un’imboscata. Le voci sulla sua morte si erano diffuse da allora, ma non sono mai state confermate dalla 3R.
Da gennaio l’esercito del paese, con l’aiuto di centinaia di soldati ruandesi e paramilitari russi, ha condotto una controffensiva riprendendo la maggior parte delle città precedentemente occupate dai ribelli. Sebbene aiutato dalla sua conoscenza del terreno la 3R è stata respinta, anche se rimangono una forza presente nel nord-ovest del paese.
Le truppe centrafricane da gennaio hanno condotto una controffensiva contro la CPC, che a dicembre ha permesso di liberare la maggior parte delle località occupate dai ribelli. La 3R ha perso molto terreno, ma rimane ancora una seria minaccia nel nord-ovest, dove la loro conoscenza dell’area consente loro di operare lontano dalle poche vie accessibili ai veicoli delle forze governative.
Nell’agosto dello scorso anno il dipartimento del Tesoro degli Usa e le Nazioni Unite hanno imposto sanzioni ad Abass, accusando il gruppo da lui fondato nel 2015 di aver ucciso, torturato, violentato e sfollato migliaia di persone. L’ONU ha anche accusato Abass di partecipare direttamente alle torture.
Abass aveva firmato nel 2019 un accordo di pace a Khartoum con il governo centrafricano e altri 13 gruppi armati, pochi mesi dopo le 3R di aver ucciso almeno 46 civili nella provincia di Ouham Pende, nel nord-ovest del paese. Nonostante ciò la 3R è rimasta parte dell’accordo di Khartoum e ha continuato a dominare nel nord-ovest, dove controlla le tasse sul lucroso movimento di bestiame dal vicino Camerun e Ciad.
Le relazioni tra Abass e il governo si sono deteriorate e nel giugno 2020 le truppe dell’ONU hanno lanciato un’operazione contro le basi della 3R nel nord-ovest per liberare le strade dove erano stati istituiti posti di blocco illegali per riscuotere i pedaggi.
I combattenti della milizia 3R hanno continuato ad alimentare l’insicurezza nella regione, effettuando attacchi ai convogli e provocando la morte di un peacekeeper ruandese nel luglio 2020. Il governo centrafricano e la missione MINUSCA (Mission des Nations Unies en République Centrafricaine) hanno deciso nell’agosto 2020 di effettuare un’operazione militare congiunta contro i ribelli.
La violenza negli ultimi mesi è solo l’ultima esplosione di una guerra civile durata otto anni dal rovesciamento del presidente Francois Bozize, che aveva preso il potere nell’ex colonia francese nel 2003 ed è stata rovesciata un decennio dopo, un atto che ha scatenato una guerra civile su linee settarie. Bozize aveva accettato di farsi carico dell’alleanza ribelle.