di Giuseppe Gagliano –
George Simion, leader del partito di destra Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR), ha dichiarato di voler impugnare la sua sconfitta alle elezioni presidenziali romene del 18 maggio, accusando un’ingerenza straniera nel processo elettorale. Nicusor Dan, sindaco centrista di Bucarest, ha conquistato la vittoria al secondo turno, in un’elezione ripetuta dopo l’annullamento del voto di novembre 2024 per sospette interferenze russe.
Simion ha annunciato l’intenzione di presentare un ricorso alla Corte Costituzionale romena, citando “prove inconfutabili” di manipolazioni orchestrate da attori stranieri, tra cui Francia e Moldova. “Abbiamo evidenze di un’influenza esterna che ha compromesso le istituzioni, manipolato le narrazioni mediatiche e falsato la volontà del popolo romeno”, ha dichiarato il leader dell’AUR. Tra le accuse, Simion ha sostenuto che in Moldova siano stati spesi 100 milioni di euro per comprare voti e che persino “persone decedute” avrebbero partecipato al voto.
Il leader di AUR ha inoltre richiamato le affermazioni di Pavel Durov, fondatore di Telegram, secondo cui il governo francese avrebbe esercitato pressioni per censurare voci conservatrici sulla piattaforma in vista del ballottaggio. Simion ha chiesto alla Corte di convocare Durov per testimoniare su presunte operazioni di disinformazione. Durov, dal canto suo, si è detto disponibile a collaborare. Tuttavia, il Ministero degli Esteri francese ha definito le accuse “infondate”, mentre la DGSE, il servizio di intelligence estero francese, ha confermato contatti con Durov, ma solo per discutere di responsabilità legate a terrorismo e altri reati gravi, smentendo qualsiasi coinvolgimento elettorale. Durov, attualmente sotto indagine in Francia per accuse di frode e altri reati, è soggetto a restrizioni di movimento.
Simion ha espresso scetticismo sulla possibilità che la Corte annulli le elezioni, invitando i cittadini romeni a presentare ulteriori ricorsi. Intanto, il presidente ad interim Ilie Boloian ha firmato due decreti che autorizzano l’abbattimento di droni che violano lo spazio aereo romeno, sulla base di leggi approvate dal Senato a febbraio 2025. Le norme, che consentono di neutralizzare droni non autorizzati e regolano operazioni militari in tempo di pace, sono state contestate senza successo da AUR e altri partiti.
Le tensioni regionali si riflettono anche nelle segnalazioni dell’Aeronautica ucraina, che ha denunciato incursioni di droni russi nello spazio aereo romeno nel settembre 2024, sollevando preoccupazioni per la sicurezza. Dopo l’elezione, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha congratulato Nicusor Dan, invitandolo a visitare l’Ucraina.
Questo caso evidenzia le crescenti tensioni geopolitiche e le accuse di interferenze che continuano a segnare il panorama politico romeno, in un contesto di sfiducia istituzionale e polarizzazione.












