di Giuseppe De Santis –
Il Burkina Faso punta a rafforzare la propria sicurezza energetica con la costruzione di una centrale elettrica da 119 megawatt, un progetto da circa 300 milioni di dollari che sarà realizzato dalla società turca Aksa Enerji con il sostegno finanziario dell’Africa Finance Corporation. L’impianto dovrebbe entrare in funzione nel 2027 e consentire di ridurre di circa il 50% le importazioni di energia elettrica.
L’intervento risponde a una delle principali criticità del Paese. Circa l’80% della popolazione non ha infatti accesso all’energia elettrica, una condizione che limita lo sviluppo economico, ostacola l’industrializzazione e rende più difficile la riduzione della povertà.
A pesare sul sistema energetico è anche la forte dipendenza dall’estero. Attualmente il Burkina Faso importa circa il 60% dell’elettricità che consuma, con ricadute sia sulla bilancia dei pagamenti sia sulla sicurezza energetica nazionale, poiché eventuali interruzioni nei Paesi fornitori possono compromettere la continuità degli approvvigionamenti.
Il finanziamento del progetto sarà garantito dall’Africa Finance Corporation, mentre la realizzazione dell’impianto è stata affidata ad Aksa Enerji, gruppo turco già attivo nel settore energetico africano con progetti sviluppati in Ghana e Senegal.
L’iniziativa conferma il crescente ruolo delle imprese turche nei grandi progetti infrastrutturali del continente africano, in un contesto in cui Ankara continua a rafforzare la propria presenza economica e strategica nell’Africa subsahariana.




