Notizie Geopolitiche –
Dopo 36 anni la Cina rinuncia alla politica del figlio unico. Lo ha deciso il Comitato centrale del Partito comunista, stabilendo che le coppie potranno avere fino a due figli.
Lo scopo della legge voluta nel 1979 da Deng Xiao Ping era quello di frenale l’alzamento demografico in un paese che oggi conta quasi un miliardo e mezzo di persone, ma che presenta un crescente numero di anziani a fronte delle poche nascite.
Fino ad oggi erano esenti dalla legge del figlio unico le coppie “rurali” che per primo figlio avevano avuto una femmina, oppure le minoranze etniche.
Della cosa se ne era già parlato nel 2013 in occasione del Plenum del Partito comunista,ma è anche stato valutato che la crescita demografica potrebbe portare a maggiori consumi interni. D’altro canto già oggi la Cina ha difficoltà a nutrire la maggiore popolazione del pianeta, per cui è ricorsa ad una sorta di colonialismo dei territori agricoli specialmente nel continente africano, dove, a fronte di infrastrutture costruite nei vari paesi, sono stati requisiti alla popolazione locale interi territori volti a fornire alimenti alla popolazione cinese. Da qui una delle cause del fenomeno migratorio in Europa.
Per chi infrangeva la legge del “figlio unico” vi erano sanzioni pecuniarie importanti, ma una delle conseguenze è stata un’ampia diffusione degli aborti.




