di Giuseppe De Santis

La domanda di energia in Africa è in costante crescita e circa 600 milioni di persone nel continente non hanno ancora accesso all’elettricità.

Per affrontare questo problema, molti Paesi stanno investendo nelle fonti rinnovabili, come eolico e solare. Tuttavia, per alcuni governi queste soluzioni non sono sufficienti: Stati come Egitto, Etiopia, Ruanda e Senegal stanno quindi guardando con sempre maggiore interesse all’energia nucleare.

In Egitto, la decisione di costruire una centrale nucleare è stata presa nel 2015, poiché i giacimenti di gas non sono in grado di coprire la crescente domanda energetica. Questa situazione ha provocato frequenti blackout, con pesanti conseguenze economiche.

Per questo motivo, dieci anni fa è iniziata la costruzione di una centrale nucleare composta da quattro reattori che presto entreranno in funzione e produrranno complessivamente 4.800 megawatt di energia pulita. L’obiettivo è garantire una fornitura stabile di elettricità e prevenire, una volta per tutte, le interruzioni nell’erogazione.

La centrale è stata realizzata dalla società russa Rosatom, che è inoltre impegnata nella costruzione di altri impianti nucleari in diversi Paesi africani.

Diversa è la situazione dell’Etiopia, che non dispone di giacimenti di idrocarburi e produce gran parte della propria elettricità attraverso centrali idroelettriche alimentate dalla Grand Ethiopian Renaissance Dam, una mega diga sul Nilo che ha generato tensioni diplomatiche con l’Egitto.

Considerato l’elevato numero di cittadini senza accesso all’elettricità e l’aumento previsto della domanda energetica, il governo etiope ha deciso di avviare un progetto nucleare. A questo scopo è stato istituito l’Ethiopian Nuclear Power Programme, incaricato di seguire tutte le fasi di progettazione e costruzione della centrale, oltre a valutare le alternative per ridurre rischi e costi.

Per quanto riguarda Senegal e Ruanda, i due Paesi non dispongono attualmente di centrali nucleari, ma intendono realizzarne in futuro. In questa prospettiva, hanno firmato a Belém un accordo con altri Stati per la costruzione di nuovi impianti nucleari.

Al momento si tratta soltanto di intenzioni, ma esistono buone possibilità che questi progetti possano presto trasformarsi in realtà.