di Alberto Galvi –
La società belga di sicurezza informatica Surfshark afferma che sei paesi africani hanno imposto limiti a Internet durante la prima metà del 2023, il doppio delle nazioni rispetto allo stesso spazio temporale del 2022.
Surfshark ha registrato 42 nuove interruzioni di Internet in tutto il mondo, nove delle quali si sono verificate in Africa. I paesi africani che hanno subito interruzioni di Internet tra gennaio e giugno di quest’anno sono stati Etiopia, Mauritania, Senegal, Guinea, Sudan e Tanzania. In Burkina Faso ed Eritrea le restrizioni a lungo termine dell’anno precedente sono continuate per tutta la prima metà di quest’anno.
In Etiopia è stato limitato l’accesso ai social media nel febbraio 2023 a causa delle proteste per la scissione della Chiesa ortodossa etiope di Tewahedo. La Mauritania ha imposto due restrizioni a Internet a livello nazionale. La Tanzania ha limitato temporaneamente la piattaforma audio del social Clubhouse, spesso utilizzata in occasione di disordini politici dagli attivisti e dalla diaspora.
Il Senegal ha limitato temporaneamente l’accesso ai social media e a Internet mobile durante le proteste per la condanna del leader dell’opposizione Ousmane Sonko nel giugno 2023. Il Sudan ha imposto una serie di restrizioni a Internet a livello nazionale, mentre la Guinea ha introdotto restrizioni sui social media a maggio durante le manifestazioni antigovernative.
Le autorità chiudono Internet di solito in risposta a proteste, conflitti e crisi politiche. Le restrizioni non solo impediscono alle persone di prendere parte ai movimenti di lotta, ma impediscono loro anche di diffondere la voce di eventuali proteste di appoggio nel resto del mondo. A livello globale, nella prima metà del 2023 l’Iran, l’India e il Pakistan sono stati i primi tre paesi con nuove restrizioni a Internet.




