di Giuseppe Gagliano –
Le manifestazioni contro il progetto turistico sostenuto da Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, stanno assumendo in Albania una dimensione sempre più politica. Gli scontri del 23 luglio davanti al Parlamento di Tirana, con l’intervento delle forze di sicurezza, segnano un’escalation di una protesta che, nata per difendere un’area umida popolata da fenicotteri, è diventata un simbolo del dissenso verso il governo di Edi Rama.
I manifestanti contestano la realizzazione di un grande complesso turistico sulla costa adriatica, denunciando il rischio di compromettere un’area protetta e accusando l’esecutivo di favorire gli interessi di grandi investitori stranieri a discapito delle comunità locali. La protesta si è progressivamente estesa ai temi della trasparenza amministrativa, della corruzione e della gestione del patrimonio pubblico.
Il governo continua a presentare il progetto come un’opportunità di sviluppo economico, capace di attrarre capitali internazionali, creare occupazione e rafforzare il settore turistico. I contestatori ritengono invece che questo modello favorisca la concentrazione della proprietà, l’aumento dei prezzi immobiliari e la progressiva privatizzazione delle coste, con benefici limitati per la popolazione.
Le tensioni sono aumentate anche dopo le notizie relative a un’inchiesta su presunte irregolarità nella documentazione dei terreni destinati al progetto. Secondo la magistratura albanese, un imprenditore coinvolto nelle operazioni immobiliari sarebbe sospettato di aver falsificato atti di proprietà e sarebbe inoltre indagato per presunto riciclaggio di denaro. Le accuse vengono respinte dagli interessati, ma il caso ha ulteriormente alimentato il dibattito politico.
Per il primo ministro Rama le proteste sarebbero alimentate dall’opposizione, ma il crescente malcontento riflette una diffusa sfiducia nei confronti delle istituzioni. Le recenti vicende che hanno coinvolto l’ex vicepremier Belinda Balluku hanno inoltre accentuato le polemiche sulla trasparenza dell’azione di governo.
La vicenda assume anche una rilevanza geopolitica. L’Albania rappresenta un partner strategico degli Stati Uniti nei Balcani occidentali e prosegue il proprio percorso di integrazione europea. La presenza di investimenti riconducibili a figure vicine all’amministrazione statunitense alimenta tuttavia il dibattito sull’influenza dei capitali stranieri nelle scelte economiche e territoriali del Paese.
Il controllo delle coste adriatiche non riguarda soltanto il turismo, ma anche infrastrutture e asset strategici in un’area di crescente interesse per gli equilibri del Mediterraneo. Per questo la controversia sul progetto Kushner va oltre la tutela ambientale e si inserisce in un confronto più ampio sul modello di sviluppo dell’Albania, sul rapporto tra investimenti esteri e interesse nazionale e sulla capacità dello Stato di garantire trasparenza nella gestione del territorio.




