di Alessio Cuel

Ha fatto certamente discutere il meme, pubblicato su Instagram lo scorso 8 agosto dal premier albanese Edi Rama, che paragona ironicamente i 18mila albanesi in fuga verso l’Italia a bordo della nave Vlora nel 1991 con l’attuale afflusso turistico di massa verso le coste del paese balcanico.

Rama, taggando il Corriere della Sera, fa riferimento ai diversi articoli pubblicati dal quotidiano italiano e non solo, che documentano il vistoso incremento degli arrivi verso l’Albania nel 2023. Il primo ministro rivendica, in particolare, che nei primi mesi dell’anno gli italiani che hanno scelto il suo paese come destinazione turistica sarebbero stati oltre 310mila.

D’altro canto secondo il predecessore di Rama, l’ex premier Sali Berisha, l’incremento delle presenze turistiche in Albania, se da un lato è certamente un fatto positivo, dall’altro non può nascondere le numerose problematiche che tuttora affliggono il paese e che portano molti dei suoi cittadini a emigrare.

Berisha, citando i dati Eurostat raccolti nel periodo 2014-2022, sottolinea come in questi otto anni oltre un milione di albanesi abbiano scelto di voltare le spalle al proprio paese a causa di povertà, problemi di ordine pubblico e corruzione.

Il leader dell’opposizione in Albania, che ne è stato anche presidente della Repubblica tra il 1992 e il 1997, identifica dunque come “propaganda” quella del suo successore e invita alla cautela rispetto alle statistiche, pur confortanti, sugli afflussi turistici.

L’immagine della nave Vlora, 32 anni fa, ebbe un grosso impatto nell’immaginario collettivo del nostro Paese e rappresenta simbolicamente la presa di coscienza del fatto che l’Italia fosse ormai diventato un paese di immigrazione e non solo di emigrazione.

Dalla caduta del regime di Enver Hoxha in poi, i flussi migratori dall’Albania verso l’Italia sono via via aumentati e oggi oltre 400mila cittadini albanesi vivono in Italia, costituendo la comunità albanese all’estero più grande dell’Unione europea.