Arabia Saudita. Coronavirus: chiusi i principali siti religiosi

di Alberto Galvi

Nei giorni scorsi l’Arabia Saudita ha chiuso i suoi siti religiosi più importanti alla Mecca e a Medina ai pellegrini stranieri a causa dell’epidemia di coronavirus, interrompendo il viaggio di migliaia di musulmani già diretti nel regno saudita. Ricordiamo che i credenti di fede islamica abili sono chiamati a visitare almeno una volta nella vita la città santa della Mecca. Dopo l’assoluzione di questo obbligo visitano la moschea del profeta Maometto a Medina.
Ogni anno circa 7 milioni di persone visitano la Mecca e fanno il pellegrinaggio della Umrah. I pellegrini prima di visitare l’Arabia Saudita, devono fornire certificati di vaccinazione nelle loro domande di visto. per 49 paesi. Per quanto riguarda l’annuale pellegrinaggio Hajj alla Sacra Moschea della Mecca, quest’anno si terrà a luglio.
La decisione presa dalla monarchia saudita è senza precedenti e la crescente preoccupazione per il coronavirus in tutto il Medio Oriente, che ha più di 360 casi confermati è grande. L’Arabia Saudita non ha registrato casi di coronavirus, ma il numero di casi di contagiati nella regione è aumentato costantemente, con i pazienti messi in quarantena in Bahrain, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Iraq e Libano.
Inoltre le autorità di frontiera dell’aeroporto internazionale King Khalid di Riyad nei giorni scorsi hanno controllato i passeggeri provenienti dai paesi dove maggiormente si è diffuso il coronavirus come Iran, Cina, Corea del Sud e Italia, per paura che potessero diffonderlo nel paese.
I 22 paesi e territori da cui le persone non possono più entrare in Arabia Saudita con un visto turistico sono: Afghanistan, Azerbaigian, Cina, Hong Kong, Indonesia, Pakistan, Filippine, Singapore, Somalia, Iran, Italia, Giappone, Kazakistan, Macao, Malaysia, Corea del Sud, Siria, Taiwan, Tailandia, Uzbekistan, Vietnam e Yemen.
L’Iran nella regione è il paese con il maggior numero di contagiati, senza contare i pessimi rapporti diplomatici con l’Arabia Saudita a causa di questioni religiose ed energetiche. Ricordiamo che l’Iran è il principale paese islamico sciita mentre l’Arabia Saudita è il principale paese islamico sunnita.
Inoltre entrambi i paesi sono membri OPEC ma di 2 schieramenti contrapposti. Il ministero della Salute iraniano ha riferito di almeno 26 morti a causa del coronavirus giovedì scorso ha visto un drammatico aumento del numero di casi con 106 segnalati nelle precedenti 24 ore, portando il totale a 245 il numero degli infettati.
Molti paesi vicini all’Iran hanno chiuso i loro confini e vietato i voli per lo scoppio dell’epidemia. Il Bahrein ha affermato di aver interrotto i voli verso l’Iraq e il Libano. Gli Emirati Arabi Uniti hanno disposto che i genitori devono dichiarare se bambini o parenti stretti hanno viaggiato nelle ultime 4 settimane in diversi paesi asiatici, in Italia o in Iran.
Gli infettati dal nuovo coronavirus che è emerso a dicembre sono più di 80 mila persone in circa 40 paesi. La maggior parte dei casi si trovano in Cina. Finora, quasi 2.800 persone sono state uccise dal Covid-19, la malattia respiratoria causata dal virus.
Il WHO (World Health Organization) ha affermato che il virus si sta diffondendo più rapidamente per la prima volta fuori dalla Cina che al suo interno.