di Alberto Galvi

L’Arabia Saudita ha ospitato un vertice dei paesi arabi per discutere dell’invasione israeliana della Striscia di Gaza. All’apertura del vertice di Riad, il principe ereditario Mohammed bin Salman ha chiesto la fine delle ostilità. Tra i leader c’era anche Ebrahim Raisi, presidente dell’Iran e il primo leader iraniano a visitare l’Arabia Saudita dopo 11 anni.

Mohammed bin Salman ha inoltre chiesto la fine dell’assedio di Gaza, l’ingresso degli aiuti umanitari nell’enclave e il blocco delle esportazioni di armi verso Israele. I leader arabi hanno chiesto al Consiglio di sicurezza dell’ONU di adottare una risoluzione decisiva e vincolante per fermare l’aggressione di Israele a Gaza.

L’incontro era stato inizialmente progettato con la partecipazione solo dei 22 membri della Lega Araba, ma è stato successivamente ampliato per includere l’OIC (Organizzazione per la Cooperazione Islamica), un’associazione più ampia di 57 Stati perlopiù a maggioranza musulmana.

Il presidente turco Erdogan ha rinnovato il suo appello per un cessate-il-fuoco immediato. Il vertice congiunto è avvenuto nel mezzo di un’intensa attività diplomatica che ha visto i leader di Russia, Iran, Turchia e Pakistan incontrarsi ad Astana per colloqui che includevano la situazione di Gaza.

Il presidente dell’Autorità Palestinese Abbas ha notato che oltre a colpire Gaza, sono fortemente aumentati i raid delle forze israeliane nella Cisgiordania occupata, e ha invitato gli Stati Uniti a porre fine all’aggressione israeliana.

L’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, si è chiesto per quanto tempo la comunità internazionale tratterà Israele al di sopra del diritto internazionale.

L’incontro congiunto della Lega Araba e dell’OIC si è tenuto in risposta alle circostanze eccezionali che si stanno verificando nella Striscia di Gaza. L’OIC comprende stati membri di tutto il mondo islamico, compresi i vicini Egitto e Giordania, Libano, Turchia e Iraq. Non tutti i leader arabi hanno comunque deciso di partecipare al vertice a causa delle enormi differenze e divisioni tra i principali attori.

All’inizio di quest’anno la Lega Araba ha riammesso la Siria di Bashar al-Assad, dopo un decennio di guerra civile nel paese.