di Giuseppe Gagliano –

Il principe ereditario saudita Mohammad Bin Salman (MBS) osserva con crescente preoccupazione l’escalation delle tensioni tra Israele e Iran, consapevole delle potenziali ripercussioni sulle infrastrutture petrolifere della regione, in particolare nel Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG). La vulnerabilità delle infrastrutture petrolifere saudite, soprattutto quelle di Saudi Aramco, aumenta in maniera esponenziale man mano che lo scontro tra i due paesi si intensifica. MBS teme che eventuali attacchi diretti o indiretti da parte di attori regionali possano colpire i centri nevralgici dell’industria petrolifera saudita, con conseguenze devastanti per l’economia globale. Le principali preoccupazioni riguardano le installazioni lungo la costa orientale del Regno, già oggetto di attacchi in passato da parte dei ribelli Houthi, alleati dell’Iran. In uno scenario di conflitto aperto tra Israele e Iran, le infrastrutture petrolifere non solo dell’Arabia Saudita ma di tutto il CCG diventerebbero bersagli strategici di attacchi mirati, in quanto essenziali per l’approvvigionamento energetico mondiale.

Le implicazioni di un tale conflitto sui mercati petroliferi sarebbero immediate: un’interruzione significativa delle forniture porterebbe a un aumento vertiginoso dei prezzi del petrolio, destabilizzando i mercati e innescando una crisi economica globale. Per far fronte a questa minaccia, MBS ha già attivato un piano di emergenza volto a garantire la continuità delle esportazioni di petrolio in caso di blocco delle principali rotte marittime, come lo stretto di Hormuz e Bab El-Mandeb. Questo piano prevede il rafforzamento delle infrastrutture di stoccaggio e trasporto via terra, con percorsi alternativi attraverso la penisola arabica, nonché l’incremento delle capacità difensive intorno alle installazioni di Saudi Aramco. Tra le misure di sicurezza adottate dal Regno figurano l’aumento della presenza militare nei pressi dei principali impianti petroliferi, il potenziamento dei sistemi di difesa aerea e missilistica, e la collaborazione con partner internazionali per garantire la protezione delle linee di rifornimento energetico.