di Vincenzo Tartaglia –
Il colosso petrolifero italiano ENI e la compagnia energetica argentina YPF (acronimo di Yacimientos Petrolíferos Fiscales) di recente hanno firmato con XRG, una società parte del gruppo emiratino ADNOC, un proficuo accordo per la partecipazione al progetto integrato upstream-midstream “Argentina LNG” (ARGLNG).
Il cosiddetto ARGLNG è un progetto di sviluppo gas integrato, su larga scala, ideato per sviluppare le risorse dell’enorme giacimento di “Vaca Muerta”, situato nella provincia di Neuquén, nel sud-est del gigante paese sudamericano.
Come riportato dai quotidiani Il Sole 24 Ore e La Naciòn, l’accordo prevede la collaborazione per la produzione, il trattamento, il trasporto e la liquefazione del gas destinato all’export attraverso due unità galleggianti per la liquefazione di gas (FLNG) da 6 MTPA (Milioni di Tonnellate Per Anno, pari a circa 9 miliardi di metri cubi di gas per anno), ciascuna, oltre alla valorizzazione e all’esportazione dei liquidi associati.
Il tutto con l’obiettivo finale di esportare in varie fasi indipendenti fino a 30 milioni di tonnellate anno di LNG entro il 2030.
L’importanza del giacimento argentino è testimoniata dalle recenti affermazioni di Oscar Sardi, amministratore delegato di Transportadora Gas del Sur (TGS), azienda che finanzierà l’espansione del gasdotto Perito Moreno: è intervenuto su Cadena 3 Rosario dicendo che la produzione di gas di “Vaca Muerta” può generare 30 milioni di dollari all’anno e che il ciclo vitale del giacimento è stimato in una durata di 150 anni.
Questo accordo, dalla portata notevole in ambito geopolitico, potrà essere una boccata d’ossigeno per l’Argentina e per il governo di Javier Milei, alle prese con un inflazione attualmente al 22% e nella disperata ricerca di investimenti esteri per rilanciare la traballante economia.




