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Su mandato di cattura europeo emesso dalle autorità francesi è stata fermata la sera del 23 dicembre all’aeroporto di Malpensa una donna italo-marocchina di 35 anni, la quale aveva lasciato all’inizio dell’anno la sua casa lussuosa sulla Costa Azzurra per recarsi in Siria, nei territori dello Stato Islamico.
A convincerla a partire con i tre figli, tutti con meno di 10 anni, era stato un jihadista che via internet le aveva proposto di unirsi a lui e di diventare una delle “madri dell’Isis”. Aveva così lasciato il marito italiano e Juan Les Pins, dove risiedeva, e lo scorso marzo ne era stata denunciata la scomparsa. Le intelligence l’avevano individuata prima al confine turco-siriano, poi in Siria nella provincia di Idlib.
Il mandato di cattura europeo parlava di “associazione criminale attiva nella preparazione di atti di terrorismo nonché per essersi sottratta, quale genitrice, ai propri obblighi legali al punto da compromettere la sanità, la sicurezza, la moralità e l’istruzione dei propri figli minori, in connessione con un’impresa di stampo terroristico”, e gli agenti dell’antiterrorismo, coordinati dal sostituto procuratore Alberto Nobili, l’hanno bloccata con i figli all’aeroporto di Malpensa.
L’arresto è poi stato convalidato, ed agli inquirenti la donna ha spiegato di essere stata in Siria ma di essere rimasta delusa per la vita che lì si faceva, per cui le promesse fattele dal jihadista si erano rivelate false.
Al momento è richiusa nel carcere di San Vittore e sarà estradata presto estradata in Francia tra pochi giorni, mentre i figli sono stati affidati al padre.




