Attacco al museo del Bardo di Tunisi: 23 i morti, fra i quali 4 italiani. Rivendicazione dell’Isis

di Ghazy Eddaly – 

C’è quasi certamente l’Isis dietro l’attentato di ieri a Tunisi, dove terroristi travestiti da militari hanno attaccato verso mezzogiorno il celeberrimo museo del Bardo, attiguo al Parlamento. La rivendicazione è arrivata nella serata di ieri, ma al momento non vi sono conferme ufficiali. La stima dei morti riporta 23 vittime, per lo più turisti, mentre i feriti sono una cinquantina. Le notizie indicano che fra visitatori del museo uccisi vi sono quattro italiani, come pure cittadini di diversi paesi europei: la cosa è stata confermata dall’Unità di crisi della Farnesina, mentre due persone date in un primo tempo per morte sono poi risultate essere ferite e ricoverate in ospedale; una versa in condizioni gravi. Due degli italiani deceduti sono Francesco Caldara, pensionato novarese colpito al petto dai proiettili dei jihadisti, e Orazio Conte, informatico torinese di 54 anni. Le altre sono due donne, Antonella Sesino e Giuseppina Biella.
All’inizio le vittime italiane sembravano essere solo due, ed intervenendo in audizione alla Camera il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni aveva comunicato che su due italiani irreperibili tra le vittime dell’attentato di Tunisi “si nutrono timori seri”: “Non diamo comunicazioni ufficiali fino a quando non le ritroviamo fisicamente”. Tuttavia in una successiva nota della Farnesina si legge che “Personale dell’Ambasciata a Tunisi e dell’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, appositamente inviato in loco, ha avuto accesso all’obitorio dell’ospedale Charles Nicolle e effettuato un primo riconoscimento fotografico dei due connazionali che finora risultavano irreperibili. Sarà tuttavia necessario, per poter dichiarare il decesso, procedere ancora ad un atto formale di riconoscimento da parte dei familiari, alcuni dei quali sono attesi a Tunisi nelle prossime ore”.
Molti degli italiani si trovavano al Bardo in quanto appartenenti ad una comitiva giunta con la nave da crociera Costa Fascinosa, ed erano arrivati al museo in autobus, mezzo che è stato bersagliato da colpi sparati dai terroristi.
Verso le ore 14.00 di ieri le teste di cuoio tunisine hanno compiuto il blitz che ha portato all’uccisione dei due terroristi, ma nel conflitto a fuoco è morto anche un agente. In pochi minuti sono stati liberati gli ostaggi, circa 130. Il premier Essid ha riferito che erano cinque i terroristi che componevano il commando e che “due e sono stati uccisi” e uno arrestato.
Lo spagnolo El Mundo ha riportato che tre turisti sarebbero rimasti uccisi durante l’irruzione delle forze speciali; fonti di Notizie Geopolitiche hanno riferito che sul terreno sono rimaste anche due donne tunisine del personale delle pulizie e uno degli autisti degli autobus che hanno accompagnato i turisti al museo.
Tunisi Attacco museo bardoifuoriObiettivo dell’attacco doveva essere con tutta probabilità il vicino Parlamento, dove era in discussione la legge antiterrorismo: testimoni hanno riferito di aver udito spari, mentre gli agenti di sicurezza hanno immediatamente sigillato l’edificio costringendo nell’aula i deputati e i giornalisti.
In occasione di una prima conferenza stampa il premier Essid ha comunicato di aver preso “provvedimenti urgenti” e “misure preventive per tutelare la stagione turistica”, in quanto va “difeso il settore”. Anche il presidente Beji Caid Essebsi ha affermato che “La Tunisia farà di tutto per impedire nuovi attacchi”.
Fino ad oggi il terrorismo jihadista era concentrato nelle zone del monte Chaambi, governatorato di Kasserine, al confine con l’Algeria, dove sono frequenti le scaramucce con l’esercito: lo scorso 15 febbraio i jihadisti hanno ucciso quattro guardie di frontiera, ma fra i molti atti terroristici vi sono quelli del 2 settembre dello scorso anno, quando a Ezzouhour-Kasserine è stata attentata la vita al deputato Mohamed Ali Nasri, del partito Nidaa Tounes, e del 28 maggio, quando è stata attaccata la casa dell’allora ministro dell’Interno Lotfi Ben Jeddou, sempre a Kesserine. Altre zone ad alto rischio e già luogo di tensioni sono quella di Kairouan e quella di Ben Guardane. In quest’ultima, al confine con la Libia, pochi gironi fa stata sequestrata un’ingente partita di armi proveniente dal conflitto libico.
Nella capitale tunisina si sono raccolte già ieri sera centinaia di persone in manifestazioni spontanee contro il terrorismo, mentre una manifestazione organizzata è in corso in queste ore.

bardo terrorista morto fuori

 Nella foto: uno dei terroristi uccisi