di Elisabetta Corsi –
Mancano ormai pochi giorni all’incontro di Innsbruck tra il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, il collega italiano Matteo Salvini e quello austriaco Herbert Kickl per discutere di migranti e frontiere esterne, ma soprattutto per fare il punto sulla decisione assunta da Berlino e Vienna (e ottenuta al Consiglio europeo di Bruxelles) di rimandare all’Italia i richiedenti asilo e i rifugiati, cioè nel paese di primo arrivo come previsto dall’Intesa di Dublino sottoscritta anche dall’Italia, dai governi Berlusconi e Letta. Accordi in tal senso sono già stati stabiliti con Spagna e Grecia e riguardano i cosiddetti “movimenti secondari”, cioè di coloro che dopo essersi registrati in Italia e in Grecia sono arrivati in Germania attraverso l’Austria.
Per il governo italiano la cosa è fattibile a condizione di creare una strategia di controllo delle frontiere esterne e l’attivazione di un piano di ricollocamento che interessi tutti i paesi membri dell’Unione Europea, ma già ora vi è la minaccia del cancelliere austriaco Sebastian Kurz di imporre controlli al Brennero, con il rischio di rallentare anche il traffico commerciale e di conseguenza produrre un danno economico.
Al termine della riunione di due giorni fa con il bavarese Seehofer, il quale ha ottenuto da Angela Merkel la creazione di centri di detenzione dei richiedenti asilo e dei migranti da costruirsi nei pressi dei principali aeroporti e delle frontiere, Kurz ha spiegato che “Non ci saranno misure della Germania nei confronti dell’Austria, la settimana prossima ci sarà una riunione tra i ministri dell’interno di Germania, Austria e Italia per decidere iniziative per chiudere la rotta dei migranti nel Mediterraneo. Questo è nell’interesse dell’Italia, ma anche di Germania e Austria”. Per Seehofer “Questi negoziati fanno parte dell’accordo di coalizione. I profughi che sono stati registrati in Italia e Grecia, ma che si presentano alla frontiera di Austria e Germania, saranno inviati a centro di transito e poi saranno rinviati a Roma e Atene, e questo sarà un contributo essenziale di Italia e Grecia per fermare la migrazione illegale”. L’Austria vuole “una soluzione europea”, cioè frontiere esterne più forti a salvaguardia di Schengen. In altre parole Austria e Germania vogliono mantenere gli accordi di Dublino e non modificarli, come invece richiesto dal nostro Paese.




