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Potrebbero presto scattare le manette ai polsi dell’ormai ex presidente della Generalitat catalana Calrles Puigdemont: l’accusa potrebbe essere quella di sedizione, reato la cui pena potrebbe arrivare a 30 anni di reclusione.
Sulla sua sorte vi è stato oggi un battibecco politico a Bruxeles, in Belgio, dove nel pomeriggio il premier Charles Michel ha dato l’altolà al ministro per l’Asilo e della Migrazione, il fiammingo indipendentista Theo Francken, il quale in mattinata aveva spiegato che per un asilo politico a Puigdemont “Non è stata presentata ancora nessuna domanda, ma le cose evolvono rapidamente. Vedremo”, poiché “Quando vediamo la situazione, la repressione da Madrid e le condanne che si rischiano, ci si può domandare se ci sarà un processo equo”. Francken ha tuttavia ammesso che la cosa “ci metterebbe in una posizione diplomatica delicata con la Spagna”.
Dopo qualche ora il premier Michel è intervenuto per dire che la cosa ”Non è all’ordine del giorno” del governo e ha chiesto a Francken di non “gettare benzina sul fuoco”.
Sempre oggi si è svolta a Barcellona la manifestazione degli unionisti, che ha portato in strada un milione di persone per chiedere che la Catalogna on sia separata dalla Spagna.




