di C. Alessandro Mauceri

Quando avvenne il disastro di Chernobyl, in molti denunciarono i ritardi delle autorità nel fornire alla popolazione nei dintorni della centrale nucleare compresse di iodio. Queste pillole dovrebbero servire a proteggere la tiroide in caso di fughe radioattive (o almeno a limitare i danni). Per questo, tutti i paesi in cui si trovano centrali nucleari dispongono di scorte di questi farmaci da distribuire all’occorrenza, cioè in caso di disastro nucleare.

Nei giorni scorsi in Belgio, uno dei paesi europei dove maggiore è il ricorso all’energia nucleare (e dove nel recente passato si sono verificati “incidenti”), il Consiglio Superiore della Sanità e l’Agenzia per il Controllo Nucleare hanno chiesto al governo federale di estendere la distribuzione delle pillole di iodio a tutte le persone nel raggio di 100 chilometri da centrali nucleari in Belgio e nei Paesi confinanti. Richiesta che è stata prontamente accolta.

“Prima le pillole di iodio venivano distribuite solamente alle persone che vivevano a circa 20 chilometri dalle centrali nucleari, sia all’interno del paese che negli Stati vicini. Ora verranno date a tutti quelli che si trovano nel raggio di 100 chilometri dagli impianti, quindi in tutto il Belgio”, ha detto il ministro della Sanità Maggie De Block.

Le centrali nucleari presenti sul territorio belga da anni sono oggetto di polemiche: due dei sette reattori delle centrali di Doel e Tihange sono stati chiusi nel 2012 dopo la scoperta di micro fessure, e nel maggio 2013 sono stati riavviati per essere nuovamente spenti l’anno successivo (per un altro incidente) e poi rimessi ancora una volta in funzione lo scorso anno.

Si tratta di centrali vecchie: come Fukushima, avrebbero dovuto essere chiuse da tempo, ma la Electrabel, l’azienda che le gestisce, e il governo hanno siglato un accordo per prolungarne la vita fino al 2025.

Molti governi vicini a cominciare da Germania, Olanda e Lussemburgo avevano esercitato pressioni e chiesto al governo belga la chiusura dei reattori di Doel 3 e Tihange 2. Una richiesta sostenuta, in Belgio, anche dai verdi.

Secondo il governo però la decisione di distribuire lo iodio non avrebbe nulla a che vedere con i dubbi sullo stato di salute delle 7 centrali del paese: “Questa decisione – ha affermato De Block – è venuta dopo il disastro di Fukushima, in tutti i Paesi c’è stata un’attualizzazione dei Piani d’urgenza nucleare”. La decisione presa dal governo belga farebbe parte delle misure previste per aggiornare il Piano di urgenza nucleare del 2003.

Una giustificazione che non convince. In primo luogo perché a sostenere i costi della fornitura di queste pastiglie sarà Elecrabel. Ma c’è anche chi ritiene che tale iniziativa possa essere legata ai timori sorti dopo gli attentati del 22 marzo.