di Alberto Galvi –
Il ministro dell’Interno del Benin, Alassane Seidou, ha annunciato in un video diffuso su Facebook che nel Paese è stato sventato un tentativo di colpo di Stato. Poco prima un gruppo di soldati era apparso sulla televisione di Stato dichiarando lo scioglimento del governo. Il gruppo si è autodefinito “Comitato Militare per la Rifondazione” e ha nominato il tenente colonnello Pascal Tigri presidente del comitato.
I militari non sono riusciti a prendere il controllo né della residenza del presidente Patrice Talon, in carica dal 2016, né degli uffici presidenziali. Non si hanno però notizie ufficiali di Talon da quando si sono uditi colpi d’arma da fuoco nei pressi della residenza presidenziale. Il tentato colpo di Stato si aggiunge alla lunga serie di golpe che negli ultimi anni hanno scosso l’Africa occidentale. Dopo l’indipendenza dalla Francia nel 1960, il Benin ha già vissuto numerosi rovesciamenti militari.
Il segnale della televisione pubblica e della radio nazionale è stato nel frattempo ripristinato, dopo un’interruzione temporanea. Le forze armate continuano tuttavia a bloccare gli accessi alla presidenza e alla sede dell’emittente statale. Risultano inoltre chiuse varie aree della capitale economica Cotonou, inclusi alcuni quartieri che ospitano istituzioni internazionali.
Il presidente Talon avrebbe dovuto lasciare l’incarico il prossimo aprile, dopo le elezioni presidenziali. Il suo candidato designato e favorito nei sondaggi, l’ex ministro delle Finanze Romuald Wadagni, era considerato il principale contendente. La commissione elettorale ha invece respinto la candidatura dell’esponente dell’opposizione Renaud Agbodjo per insufficienza dei requisiti di sponsorizzazione.












