Bielorussia. Il ministro ungherese Szijjártó in visita, nonostante le sanzioni

di Giuseppe Gagliano

Il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha visitato la Bielorussia per discutere l’espansione dei legami bilaterali nonostante le sanzioni imposte dall’Unione Europea contro Minsk. Durante l’incontro Szijjártó ha ribadito la posizione dell’Ungheria “meno sanzioni, più cooperazione”, e ha annunciato un aumento della cooperazione economica nelle aree non colpite dalle sanzioni. I due paesi hanno firmato un accordo di cooperazione nel settore dell’energia nucleare che include la formazione del personale e la gestione dei rifiuti radioattivi.
L’Ungheria e la Bielorussia stanno rafforzando i loro rapporti nonostante l’isolamento internazionale di quest’ultima. La Bielorussia è sotto sanzioni dell’Ue per la repressione delle proteste seguite alle elezioni presidenziali del 2020, considerate truccate, e per aver permesso alle truppe russe di usare il suo territorio per invadere l’Ucraina. L’Ungheria, sotto il governo di Viktor Orbán, ha spesso mostrato una posizione divergente rispetto all’Ue, cercando di mantenere e sviluppare relazioni con regimi autoritari.
Sia l’Ungheria che la Bielorussia sono governate da figure autoritarie. Viktor Orbán in Ungheria ha consolidato il potere limitando la libertà di stampa e l’indipendenza giudiziaria, mentre Alexander Lukashenko in Bielorussia mantiene un controllo stretto attraverso repressioni violente e manipolazioni elettorali. Questo contesto politico facilita la cooperazione tra i due paesi, permettendo loro di ignorare le pressioni internazionali per una maggiore democratizzazione.
La Bielorussia sta utilizzando i suoi legami con l’Ungheria per cercare di ridurre l’isolamento internazionale e mitigare le sanzioni imposte dall’Ue. Attraverso questa cooperazione, Minsk spera di influenzare indirettamente l’Unione Europea, ridimensionando il sostegno dell’UE all’Ucraina e cercando di ottenere un allentamento delle sanzioni. L’approccio dell’Ungheria potrebbe quindi indebolire la posizione unitaria dell’Ue nei confronti della Bielorussia e della Russia, con potenziali ripercussioni sulla solidarietà europea verso l’Ucraina.