di Giuseppe Gagliano –
La Bielorussia sta costruendo nella regione di Gomel un raccordo ferroviario militare capace di accogliere convogli fino a sessanta vagoni, rafforzando le capacità di trasferimento rapido di uomini e mezzi pesanti verso il settore meridionale e il confine con l’Ucraina. L’infrastruttura sorgerà vicino al villaggio di Yakimauka e comprenderà un binario dedicato e una piattaforma con rampa per lo scarico di veicoli ruotati e cingolati.
Secondo documenti ottenuti dalla Comunità dei lavoratori ferroviari della Bielorussia e pubblicati da Radio Europa Libera Radio Libertà, il raccordo servirà un nuovo complesso militare. Le mappe catastali distinguerebbero una “città militare” nella parte orientale e un’area destinata alle esercitazioni tattiche in quella occidentale, indicando una struttura concepita non soltanto per l’addestramento, ma anche per ospitare personale e mezzi.
La ferrovia mantiene un’importanza fondamentale nella logistica degli eserciti russo e bielorusso. Carri armati, artiglieria e mezzi corazzati richiedono grandi quantità di carburante e manutenzione e subiscono un forte logorio durante gli spostamenti autonomi sulle lunghe distanze. Il trasporto ferroviario permette invece di trasferire rapidamente consistenti quantità di equipaggiamenti insieme ai relativi mezzi logistici.
La possibilità di ricevere convogli di sessanta vagoni aumenta quindi la capacità di concentrare forze nel sud della Bielorussia. Una rampa interna al complesso consentirebbe inoltre di scaricare direttamente i mezzi senza utilizzare stazioni civili, riducendo i tempi necessari per renderli operativi.
La costruzione non rappresenta di per sé la prova della preparazione di una nuova offensiva contro l’Ucraina, ma crea una capacità logistica aggiuntiva che Kiev dovrà considerare nella propria pianificazione. Reparti e mezzi potrebbero infatti essere trasferiti rapidamente da altre regioni della Bielorussia o dalla Russia e concentrati vicino al confine.
Il raccordo si aggiunge alla base militare in costruzione dalla fine del 2023 nei pressi di Gomel, a circa quaranta chilometri dall’Ucraina. La struttura sarebbe destinata alla 37ª Brigata autonoma d’assalto aereo, istituita nel 2025 per rafforzare quello che Minsk definisce il settore meridionale.
Le unità d’assalto aereo possono essere impiegate per operazioni rapide, occupazione di obiettivi strategici, incursioni e sostegno alle forze convenzionali. La loro presenza non sarebbe sufficiente per una grande offensiva terrestre, ma assumerebbe maggiore rilevanza qualora venisse affiancata da artiglieria, difesa contraerea, genio e mezzi corazzati.
Per Kiev il problema riguarda soprattutto la necessità di mantenere forze lungo il confine settentrionale. Anche una concentrazione limitata di reparti bielorussi o russi obbliga infatti l’Ucraina a destinare uomini, sistemi di sorveglianza e mezzi difensivi a un settore lontano dagli altri fronti. Minsk può così esercitare pressione senza necessariamente entrare direttamente nel conflitto.
Resta inoltre aperta la possibilità che il nuovo complesso venga utilizzato dalle forze russe. L’integrazione militare tra Russia e Bielorussia comprende esercitazioni, pianificazione, difesa aerea e utilizzo comune di infrastrutture. Nel febbraio 2022 Mosca utilizzò il territorio bielorusso per l’offensiva diretta verso Kiev.
Il collegamento con la rete ferroviaria russo bielorussa consentirebbe di trasferire temporaneamente reparti russi senza mantenerli permanentemente nella regione. Minsk potrebbe quindi ospitare un numero relativamente limitato di unità e conservare contemporaneamente la capacità di ricevere rapidamente rinforzi in caso di necessità.
La crescente militarizzazione comporta anche costi economici. Ferrovie dedicate, basi, depositi, alloggi e campi di addestramento richiedono risorse pubbliche in un Paese sottoposto a sanzioni e fortemente dipendente dalla Russia per energia, credito, commercio e accesso ai mercati. Una maggiore integrazione delle infrastrutture bielorusse nella pianificazione militare di Mosca potrebbe inoltre aumentare ulteriormente la dipendenza politica ed economica dal Cremlino.
Anche l’Ucraina sostiene costi considerevoli per mantenere fortificazioni, unità e sistemi di sorveglianza lungo il confine settentrionale. La possibilità di un nuovo fronte produce quindi effetti militari ed economici anche senza un’effettiva offensiva.
Aleksandr Lukashenko continua a presentare il rafforzamento del settore meridionale come una risposta alle minacce provenienti dall’Ucraina, cercando contemporaneamente di confermare l’alleanza con Mosca senza coinvolgere direttamente le proprie forze nella guerra. Le nuove infrastrutture permettono alla Bielorussia di offrire alla Russia maggiore profondità strategica mantenendo formalmente le proprie truppe fuori dal conflitto.
Il nuovo raccordo di Gomel non dimostra quindi l’imminenza di un attacco da nord. Aumenta però la capacità di Bielorussia e Russia di concentrare rapidamente uomini e mezzi pesanti vicino all’Ucraina, creando condizioni logistiche che Kiev non può ignorare.




