di Giuseppe De Santis –

L’estrazione e l’esportazione di diamanti e di pietre preziose rappresenta per il Botswana una delle colonne portanti dell’economia nonché un quarto del Pil, ma negli ultimi anni vi è stato un calo della produzione soprattutto per l’abbassamento della richiesta da parte della Cina della forte concorrenza delle pietre prodotte in laboratorio.

Per l’estrazione dei diamanti il governo da sempre si è affidato al colosso minerario britannico De Beers, con coordinamento fortemente sfavorevoli al primo attore, che comunque partecipa alla società per il 15%. La forte sproporzione è passata da 10% a guadagno del governo, 90% per la De Beers,al 25% – 75% spuntato nel 2020, ma oggi il presidente neoeletto Duma Boko è riuscito a portare la parte della Okavango Diamond Company, cioè la parte statale, al 30%, quota destinata a salire al 40% nei susseguenti cinque anni ed eventualmente arrivare al 50%. In cambio di questo accordo la De Beers estenderà i suoi permessi di estrazione per ulteriori 25 anni dal 2029, anno di scadenza previsto, al 2054.