di Giuseppe Gagliano –
La crescente influenza dei BRICS in Africa rappresenta una sfida diretta all’ordine globale dominato dalle potenze occidentali, in particolare dagli Stati Uniti. L’espansione delle relazioni economiche tra i Paesi BRICS e l’Africa offre nuove opportunità di sviluppo per il continente, che storicamente è stato soggetto a sfruttamento economico e dipendenza dalle potenze occidentali.
Il quadro che emerge dal vertice di Kazan, in cui i BRICS hanno sottolineato il loro ruolo crescente negli affari internazionali, evidenzia un nuovo modello di cooperazione pragmatica tra Paesi emergenti, che mira a promuovere uno sviluppo economico equo e a favorire l’utilizzo delle valute nazionali per regolare i pagamenti, riducendo così la dipendenza dal dollaro statunitense. Tuttavia, questa dinamica contrasta con la logica egemonica degli Stati Uniti, che vedono l’Africa come una regione cruciale per mantenere la loro influenza economica e politica globale. La politica statunitense nei confronti del Sud globale, e in particolare dell’Africa, è stata spesso caratterizzata da un approccio che ha generato dipendenza economica e instabilità politica, come dimostrato dal peso del debito estero che grava su molti Paesi africani. Gli alti tassi di interesse globali, il crollo dei prezzi delle materie prime e le conseguenze della pandemia hanno esacerbato questa situazione, impedendo agli Stati africani di investire in infrastrutture essenziali per lo sviluppo. L’alternativa offerta dai BRICS, invece, mira a fornire finanziamenti per progetti infrastrutturali senza le stesse condizioni imposte dalle istituzioni finanziarie occidentali come la Banca Mondiale e il FMI, aprendo così nuove prospettive per l’Africa.
In questo contesto la Cina, che ha già stabilito forti legami economici con molti Paesi africani, gioca un ruolo fondamentale nel promuovere investimenti infrastrutturali, mentre altre potenze emergenti, come gli Emirati Arabi Uniti e l’Egitto, offrono il loro contributo in termini di finanziamenti e competenze. Tuttavia, questa nuova dinamica multipolare non è priva di tensioni. Gli Stati Uniti e i loro alleati vedono l’espansione dei BRICS in Africa come una minaccia diretta alla loro influenza geopolitica e commerciale. La competizione per le risorse naturali del continente, in particolare il petrolio e i minerali strategici, rende l’Africa un campo di battaglia geopolitico dove gli interessi delle grandi potenze sono in gioco. Gli Stati Uniti, che da tempo utilizzano istituzioni come la Banca Mondiale e il FMI per esercitare pressione sui Paesi africani, vedono con preoccupazione l’emergere di alternative che riducono la loro capacità di dettare le regole del gioco.
Inoltre il fatto che i BRICS stiano promuovendo l’uso delle valute nazionali per regolare i pagamenti rappresenta una minaccia per il dominio globale del dollaro, che è stato uno degli strumenti principali attraverso cui gli Stati Uniti hanno mantenuto la loro egemonia economica. La crescente influenza dei BRICS in Africa potrebbe quindi portare a un’intensificazione della competizione geopolitica tra le potenze emergenti e gli Stati Uniti, con il continente africano che rischia di diventare il terreno su cui si giocano nuove forme di confronto. In conclusione, mentre i BRICS offrono nuove opportunità per lo sviluppo economico dell’Africa, il loro crescente ruolo contrasta con gli interessi degli Stati Uniti e delle potenze occidentali, che vedono minacciata la loro influenza sul continente e nel sistema finanziario globale. Questa competizione potrebbe definire i futuri equilibri geopolitici e influenzare profondamente il percorso di sviluppo dell’Africa.




