di Giuseppe Gagliano –
In vista del prossimo vertice dei BRICS di Kazan, previsto dal 22 al 24 ottobre, le tensioni geopolitiche all’interno del gruppo stanno emergendo con sempre maggiore evidenza. Il ministero della Sicurezza dello Stato cinese ha intensificato le sue operazioni per mantenere il controllo e contrastare eventuali tentativi della Turchia di influenzare il gruppo a favore di Mosca. La Cina, che ha sempre avuto un ruolo di primo piano nel blocco BRICS, si trova ora a fronteggiare una sfida diplomatica delicata. La Turchia, benché non membro ufficiale, ha rafforzato i suoi legami con la Russia e cerca di avere un’influenza maggiore sulle dinamiche interne al gruppo, soprattutto alla luce dell’attuale conflitto in Ucraina e delle sanzioni occidentali contro Mosca.
Ankara punta a consolidare un’alleanza più stretta con la Russia, sfruttando le tensioni tra occidente e oriente per ritagliarsi un ruolo centrale nelle nuove dinamiche multipolari. Pechino dal canto suo teme che un allineamento troppo stretto tra Turchia e Russia possa compromettere l’equilibrio interno ai BRICS e minare le sue ambizioni di leadership nel gruppo, soprattutto in termini economici e tecnologici. La Cina ha investito ingenti risorse nel promuovere un ordine multipolare in cui essa stessa possa esercitare una crescente influenza, e l’idea che Mosca possa avere il sostegno turco per guidare una parte del blocco rappresenta una minaccia per questi piani.
Nei mesi precedenti al vertice i funzionari cinesi hanno quindi avviato una serie di iniziative diplomatiche e di sicurezza per rafforzare la propria posizione e prevenire qualsiasi spostamento di potere verso la Russia. Tra queste misure vi sono stati incontri bilaterali con i principali membri dei BRICS, con l’obiettivo di garantire che le questioni economiche e commerciali rimangano al centro del dibattito e che eventuali temi politici sensibili, come il supporto a Mosca, siano gestiti con attenzione per evitare spaccature all’interno del gruppo. Pechino ha anche rafforzato i suoi legami con gli altri membri dei BRICS, in particolare Brasile, India e Sudafrica, cercando di presentarsi come un partner affidabile e stabile, capace di guidare il blocco verso una crescita economica sostenuta e una maggiore autonomia rispetto agli Stati Uniti e all’Europa. La presenza turca, tuttavia, potrebbe complicare ulteriormente il quadro, poiché Ankara ha mostrato una crescente propensione a collaborare con Mosca, soprattutto nel settore energetico e militare, sfidando così la leadership cinese. Il vertice di Kazan sarà quindi un momento cruciale per comprendere le future dinamiche interne ai BRICS, con la Cina che cercherà di riaffermare la sua posizione dominante e di neutralizzare eventuali tentativi della Turchia di orientare il gruppo verso una posizione più vicina a quella della Russia.




