Brics. Putin vede Xi e Modi, ‘garantire un ordine mondiale giusto’

di Enrico Oliari

I Brics+ rappresentano in tutto e per tutto il polo alternativo a quello occidentale guidato e comandato dagli Stati Uniti, e rappresenta un’opportunità per le economie emergenti di guadagnare centralità nello scenario geopolitico e geoeconomico mondiale. Per il presidente russo Vladimir Putin si tratta di dimostrare urbi et orbi che la Russia non è isolata, e che il mondo non nasce a Washington e finisce a Bruxelles: il crescente numero di paesi che chiede di aderire ai Brics+ (ultimo la Turchia di Recep Tayyp Erdogan) indica che, per quanto differenti le economie e spesso le alleanze, c’è un’ampio interesse per un progetto alternativo che coinvolge i paesi rifiutati o messi in secondo piano nel conteso internazionale.
Sono 36 i paesi presenti a Kazan, rappresentati da delegazioni quando non dai capi di governo e di Stato, e oggi Putin si è visto con il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping, i quali da soli valgono tre riardi di persone.
Xi ha notato che “sono incorso nel mondo profondi cambiamenti senza precedenti. La situazione internazionale è caotica, tuttavia sono convinto che la profonda amicizia che ha unito Cina e Russia di generazione in generazione non cambierà”. Putin gli ha risposto che “le relazioni tra i nostri due paesi sono un modello di come dovrebbero essere costruite le relazioni tra gli Stati di tutto il mondo”. I due hanno parlato tra i vari temi di sicurezza, ma anche di “garantire un ordine mondiale giusto”.
Il primo ministro indiano Modi ha offerto nuovamente la mediazione dell’India alla risoluzione del conflitto ucraino in quanto “sosteniamo pienamente il ripristino della pace e della stabilità il prima possibile”: “i conflitti vanno risolti in modo pacifico mettendo in contatto le parti, e noi siamo pronti a fornire il nostro supporto”.