di Guido Keller –

Potrebbe esserci una donna italiana tra le vittime delle stragi di Bruxelles di martedì, operate dall’Isis. A renderlo noto è stato Maurizio Lupi, il quale ha comunicato che “Il presidente del Consiglio ci ha informato che c’è una verifica in corso su una possibile vittima italiana”, ”una donna che era dispersa”. Per cui “E’ in corso la fase di riconoscimento, i familiari sono con il console a Bruxelles. Era una donna che prendeva normalmente la metropolitana e dovrebbe essere tra le vittime della metro, ma la violenza dell’esplosione ha reso le vittime irriconoscibili”. Potrebbe trattarsi di Patricia Rizzo, impiegata presso un’agenzia della Commissione Ue.

Sia all’aeroporto Zaventem, dove le vittime sono state 12 e i feriti 91, sia alla stazione metro di Maalbeek, 20 morti e 130 feriti, sono in corso le difficili procedure di identificazione dei cadaveri attraverso il dna, in quanto i corpi sono stati dilaniati dalle esplosioni.

Intanto gli inquirenti stanno cercando di ricostruire i fatti. L’azione, rivendicata dall’Isis, è stata portata avanti da almeno quattro uomini, tre dei quali i kamikaze. Si tratta dei fratelli Khalid e Ibrahim el-Bakraoui, che si sono fatti esplodere uno alla stazione della metropolitana e uno all’aeroporto: non avevano precedenti specifici per terrorismo, ma sono sospettati di aver preso in affitto degli appartamenti a Charleroi per i terroristi degli attentati di Parigi. Come ha precisato il presidente turco Rercep Tayyp Erdogan, Ibrahim Bakraoui era stato in passato fermato in Turchia, poi segnalato e rilasciato in Belgio. Il terzo Kamikaze è Najim Laachraoui, 25enne turco e dato nel 2013 di rientro dalla Siria: è considerato l’artificiere del commando, ma anche è risultato essere stato in Austria con Salah Abdeslam, col falso nome di Soufiane Kayal, ed addirittura è sospettato di aver coordinato insieme a Mohamed Belkaid, ucciso nei blitz dei giorni scorsi, gli attacchi di Parigi del 13 novembre. Il suo dna era stato ritrovato sulle cinture esplosive utilizzate al Bataclan e allo Stade de France ed è stato ripreso dalle videocamere dell’aeroporto insieme ai due kamikaze. E’ la prova che i fatti di Parigi e di Bruxelles sono collegati, in quanto i terroristi erano in contatto e facevano parte della stessa cellula con base in Belgio.

Ad Anderlecht è stato arrestato in mattinata un altro uomo sospettato di essere parte della cellula di Bruxelles, ma ancora non ci sono informazioni certe.

Il quarto terrorista delle strade di Bruxelles è ancora in fuga.

Martedì sera la polizia tedesca ha fermato sull’autostrada Monaco – Salisburgo tre kosovari provenienti da Bruxelles, sospettati di aver legami con un gruppo terroristico, forse con quello belga.

Va tenuto presente che sono oltre 400 i foreign fighter che dal Belgio si sono recati in Siria e Iraq, nelle fila dell’Isis.