di Alberto Galvi

Il governo militare del Burkina Faso ha sospeso la trasmissione della radio francese RFI ufficialmente per aver dato voce a militanti islamisti, ed ora l’emittente cercherà in tutti i modi di ripristinare la sua trasmissione. Il Burkina Faso è la seconda nazione dell’Africa occidentale a sospendere le trasmissioni di RFI, mentre la prima è stata quella del Mali nel marzo di quest’anno.

Il governo ha affermato che RFI ha smentito che il presidente del Burkina Faso, il capitano Ibrahim Traoré che ha preso il potere con un colpo di Stato a settembre, aveva detto che c’era stato un tentativo di colpo di Stato per spodestarlo. Per questa ragione il governo ha deciso l’immediata sospensione della trasmissione di tutti i programmi di RFI sul territorio nazionale.

All’inizio della settimana diversi gruppi terroristici quali JNIM (Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin), GSIM (Gruppo di Supporto per l’Islam e i musulmani), affiliato ad Al-Qaeda, e Daesh hanno minacciato i volontari civili che aiutano il governo nelle operazioni antiterrorismo. Il GSIM ha minacciato in un video di attaccare i villaggi difesi dalla milizia filogovernativa VDP (Volontari per la Difesa della Patria) in Burkina Faso. I VDP sono volontari civili che ricevono un addestramento militare di due settimane per lavorare a fianco dell’esercito svolgendo compiti di sorveglianza, raccolta di informazioni o scorta.

La decisione arriva in un contesto di relazioni tese tra la Francia, il Burkina Faso e il Mal, poiché viene ritenuto che Parigi non abbia fatto abbastanza per affrontare i ribelli jihadisti, i quali hanno occupato il nord del Mali nel 2012. Da quel momento le violenze jihadiste hanno portato all’instabilità politica e a colpi di Stato militari in Mali nell’agosto 2020 e nel maggio 2021, e in Burkina Faso nel gennaio 2022 e nel settembre 2022.