di Giuseppe Gagliano

Incidente diplomatico presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Yaoundé, in Camerun, che ha coinvolto Justin Tagouh, ceo del canale Afrique Média, e funzionari statunitensi. L’episodio è nato dalla revoca del visto Usa di Tagouh, apparentemente collegata attraverso i suoi contatti con il presidente russo Vladimir Putin. Il CEO di Afrique Média, dopo essere stato respinto all’ingresso negli Stati Uniti durante un viaggio a New York per partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è stato successivamente convocato presso l’ambasciata statunitense a Yaoundé.

Durante l’incontro funzionari avrebbero chiesto a Tagouh di interrompere le sue collaborazioni con la Russia. Tuttavia Tagouh ha rifiutato queste richieste, ribadendo l’indipendenza editoriale del suo network e sottolineando il suo impegno verso la libertà di stampa e l’autodeterminazione africana. Al termine dell’incontro Tagouh ha deciso di lasciare l’ambasciata senza accettare i documenti che gli erano stati presentati.

L’incidente ha sollevato interrogativi sull’influenza e l’ingerenza degli Stati Uniti nei confronti di personalità influenti in Africa e sul ruolo dei media africani nella geopolitica internazionale, in un contesto di crescenti tensioni tra gli Stati Uniti, la Russia e i paesi africani.