Canale di Suez. La nave Ever Given incagliata: 350 navi in coda, pesanti danni economici

di Alberto Galvi

La nave portacontainer Ever Given da 200mila tonnellate, diretta a Rotterdam, si è incagliata nel Canale di Suez. Lo scafo da 400 metri si è incuneato nel Canale, causando un ingorgo di centinaia di navi, almeno 350. Sarà necessaria circa una settimana per rilanciare la nave portacontainer incagliatasi nella vitale rotta commerciale.
Il suo blocco sta causando enormi code di altre navi che tentano di passare attraverso il Canale di Suez. Ci sono più di 350 navi in attesa alle due estremità del Canale. Queste includono 41 navi portarinfuse e 24 petroliere, mentre i danni economici stimati sono di diversi miliardi al giorno.
La Evergreen Marine, con sede a Taiwan, è la compagnia che gestisce la nave. Otto rimorchiatori tra cui uno italiano stanno lavorando per rimetterla a galla e gli scavatori a terra hanno rimosso la sabbia dal punto in cui è incuneata sul lato della riva del Canale. Questo incidente causerà enormi costi alla società taiwanese.
Per la maggior parte delle aziende la congestione potrebbe durare giorni o addirittura settimane. Due importanti compagnie di navigazione, Maersk e Hapag-Lloyd, stanno esaminando delle opzioni per evitare ritardi, prendendo in considerazione la possibilità di far volare merci o di trasportarle tramite treni.
Gli Usa si sono detti pronti ad aiutare l’Egitto a cercare di spostare l’enorme nave portacontainer che ha bloccato il Canale di Suez, con un team di esperti della Marina statunitense che potrebbe essere schierato rapidamente se richiesto. Una delle principali missioni del Comando centrale degli Usa nella regione è proteggere il traffico navale commerciale.
Se l’Egitto farà una richiesta formale, una squadra di esperti statunitensi partirà dal Bahrain, la base regionale della 5a flotta statunitense, per dare supporto e consulenza alle navi bloccate nel Canale e condurle attraverso acque minacciate dai pirati.

La Ever Given fotografata dal satellite WorldWiew-2 di Maxar Technology. (Foto: AstroSpace.it)

Il Canale di Suez in Egitto gestisce circa il 12 per cento del commercio marittimo mondiale ed è una delle vie d’acqua più trafficate del mondo, fornendo un collegamento cruciale per il trasporto di petrolio, gas naturale e merci tra l’Oceano Atlantico e quello Pacifico.
In un anno la gestione del Canale fa guadagnare al governo egiziano diversi miliardi di dollari, mentre il transito sul Canale fa risparmiare alle navi più di una settimana di viaggio e molti costi di carburante rispetto al percorso più lungo presso il Capo di Buona Speranza.
Il Canale di Suez fu aperto nel 1869 ed era lungo 164 km e profondo otto metri, ma dopo diverse espansioni nel corso degli anni, ora è lungo 193 km e 24 metri in profondità.
Il governo egiziano ha aperto nel 2015 un’importante espansione del Canale parallelo di 35 km. L’incidente ha mostrato però cosa può andare storto quando la nuova generazione di navi deve attraversare i confini relativamente stretti del Canale.

Secondo la SCA (Suez Canal Authority), quasi 19mila navi con una stazza netta di 1,17 miliardi di tonnellate, hanno attraversato il Canale nel corso del 2020. In media quasi 50 navi al giorno passano lungo il Canale, anche se a volte il numero può essere molto più alto.
Il Canale è particolarmente importante come via commerciale per il greggio e il gas naturale liquefatto, che consente alle spedizioni di arrivare dal Medio Oriente all’Europa, ma vi transitato anche i prodotti manifatturieri e il grano.
Esso richiede pesanti pedaggi, ma è anche la traversata più veloce tra l’Oceano Atlantico e quello Indiano.
L’industria marittima internazionale condivide il 90 per cento del commercio globale di merci. Secondo la ICS (International Chamber of Shipping), ci sono attualmente più di 50mila navi mercantili che operano negli oceani.