di Giuseppe Gagliano

L’impegno rinnovato del presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi nei confronti del Ciad sottolinea l’importanza della cooperazione bilaterale in una regione fragile come il Sahel. L’attacco armato all’8 gennaio contro il palazzo presidenziale di N’Djamena, che ha causato 19 morti, ha evidenziato una volta di più la vulnerabilità del Ciad di fronte a minacce terroristiche e instabilità politica.

Durante una telefonata con il presidente ciadiano Mahamat Idriss Deby, al-Sisi ha espresso il pieno sostegno dell’Egitto, condannando con fermezza l’attacco e ribadendo l’impegno del Cairo a collaborare per affrontare le sfide della sicurezza e del terrorismo. Questa non è una semplice dichiarazione diplomatica: l’Egitto si pone come un alleato chiave per il Ciad, offrendo supporto in termini di formazione militare, intelligence e strategie di contrasto al terrorismo.

Al-Sisi ha anche evidenziato che la stabilità del Ciad non è solo una questione nazionale, ma una priorità per tutta l’Africa. Il Sahel, infatti, è un epicentro di attività terroristiche, con gruppi come Boko Haram che sfruttano la fragilità istituzionale per estendere la propria influenza.

Dal 2021, con la salita al potere di Mahamat Idriss Deby, il Ciad ha cercato di avviare una transizione democratica che culminasse nelle elezioni parlamentari del dicembre 2024. Tuttavia, il boicottaggio di alcuni partiti di opposizione ha gettato ombre sull’effettiva inclusività del processo, sollevando preoccupazioni sulla tenuta democratica del Paese.

Nonostante queste sfide, il Ciad rimane un partner strategico per l’Egitto. La sua posizione geografica, al centro del Sahel, lo rende un baluardo contro la diffusione del terrorismo verso il Nord Africa e il Mediterraneo. Al-Sisi ha ribadito l’importanza di affrontare non solo le manifestazioni visibili dell’instabilità, ma anche le sue radici: povertà, disoccupazione e carenza di infrastrutture.

L’impegno del Cairo non si limita al piano militare. Durante una visita a N’Djamena nel dicembre 2024, il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha consegnato un messaggio personale di al-Sisi a Deby, evidenziando la necessità di rafforzare la collaborazione in settori come commercio, sanità ed educazione.

Questi sforzi riflettono una visione più ampia della diplomazia egiziana, che mira a costruire legami multilaterali per contrastare le sfide del Sahel. La stabilità del Ciad, infatti, è vista come una pietra angolare per la sicurezza regionale e un’opportunità per rafforzare la cooperazione africana.

L’impegno di al-Sisi nei confronti del Ciad rappresenta un esempio di diplomazia pragmatica, che coniuga la sicurezza con lo sviluppo socio-economico. Tuttavia, il successo di questa strategia dipenderà dalla capacità dei due Paesi di tradurre le promesse in azioni concrete, garantendo al contempo trasparenza e inclusività nei loro processi decisionali.

In un contesto regionale segnato da instabilità e minacce trasversali, l’alleanza tra Egitto e Ciad si pone come un modello potenziale per affrontare le sfide del futuro, rafforzando la resilienza di tutta l’Africa.