di Giuseppe Gagliano –

La Banca Popolare Cinese (PBC) ha tagliato i tassi di interesse e ha ridotto le riserve obbligatorie delle banche, una mossa strategica volta stimolare l’economia cinese, attualmente rallentata, con un focus particolare sul settore immobiliare in crisi. La Cina ha fissato un obiettivo di crescita del 5%, ma le difficoltà strutturali, come l’eccessiva dipendenza dal settore immobiliare e la fragilità della domanda interna, richiedono interventi straordinari. La riduzione dei tassi ha l’obiettivo di alleggerire il costo del credito per le famiglie e le imprese, incentivando la spesa e gli investimenti, con l’intenzione di rilanciare un settore immobiliare che non riesce a riprendersi dopo il crollo di diversi colossi come Evergrande. Il risparmio annuo stimato per le famiglie, pari a circa 20 miliardi di dollari, potrebbe favorire i consumi interni, mentre la liquidità liberata dalle banche, oltre 140 miliardi di dollari, potrebbe stimolare ulteriori investimenti. Tuttavia, molti analisti ritengono che queste misure potrebbero non essere sufficienti, poiché i problemi economici della Cina sono anche di natura strutturale, legati a una crescita meno dinamica della produttività, alla flessione della domanda estera e alle tensioni geopolitiche. In particolare, c’è preoccupazione per l’efficacia a lungo termine di questi stimoli, considerando che la riduzione dei tassi potrebbe alimentare ulteriori bolle speculative nel settore immobiliare e aggravare i livelli di indebitamento.