di Giuseppe De Santis –
Lunedì 19 gennaio è stato un giorno significativo per il governo cinese: sono stati infatti diffusi i dati ufficiali sulle nascite e sui decessi registrati nel 2025. Le notizie, però, non sono positive.
Per il quarto anno consecutivo la popolazione della Cina è diminuita. Nel 2025 il calo è stato di tre milioni di persone, confermando una tendenza al ribasso che non mostra segnali di arresto.
A rendere ancora più evidente la gravità della situazione sono i dati sulle nascite: nel 2025 sono venuti al mondo 7 milioni e 920 mila bambini, 1 milione e 620 mila in meno rispetto al 2024. Un crollo demografico di queste proporzioni non si registrava dai tempi della grande carestia provocata dalle politiche di Mao Zedong.
Le conseguenze sono già visibili nella struttura della popolazione: il numero di cittadini con più di 60 anni ha raggiunto quota 323 milioni, pari al 23% della popolazione totale. Una percentuale destinata ad aumentare nei prossimi anni, con gravi ripercussioni sul sistema economico e sociale del Paese, in particolare sul piano pensionistico. L’attuale sistema, infatti, non è considerato in grado di garantire pensioni adeguate a una popolazione sempre più anziana.
Il governo cinese sta tentando di invertire la tendenza con diverse misure: asili nido gratuiti, sussidi economici alle famiglie e politiche fiscali mirate, come la tassazione dei profilattici al 13%. Tuttavia, questi interventi non hanno finora prodotto risultati significativi.
Sempre più cittadini scelgono di non avere figli a causa dell’alto costo della vita, delle difficoltà lavorative e delle spese elevate legate alla crescita dei bambini. Al momento non si intravedono segnali concreti di un cambiamento strutturale in grado di rimuovere questi ostacoli, rendendo probabile che il problema del calo demografico continui a pesare sulla Cina ancora a lungo.












