di Enrico Oliari –
Prende il via oggi nella città portuale cinese di Tianjin il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), appuntamento di primo rilevanza internazionale nel contesto geopolitico che vede la guerra dei dazi imposta da Donald Trump, le sanzioni dell’occidente riservate alla Russia e le guerre in corso.
La Sco è nata una decina di anni fa per regolare i confini tra i paesi membri, ma da allora ha acquisito una crescente importanza nel quadro del multipolarismo determinato sostanzialmente dalla necessità dei paesi sanzionati o combattuti commercialmente di coalizzarsi e reagire al centralismo euroatlantico.
Oggi fanno parte della Sco Russia, Kazakistan, Uzbekistan, Cina, Bielorussia, India, Iran, Uzbekistan, Kirghizistan e Pakistan, mentre paesi osservatori sono Afghanistan e Mongolia. Tradotto, si tratta di quasi la metà della popolazione mondiale.
L’evento anticipa di pochi giorni la grande parata militare a Pechino per celebrare gli 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale.
Il padrone di casa, il presidente cinese Xi Jinping ha già accolto il presidente serbo Aleksandar Vucic, il primo ministro slovacco Robert Fico, il primo ministro indiano Narendra Modi, l’omologo pakistano Sharif, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko.
Grande assenti ad un tavolo in cui si discute di cooperazione energetica ed economica gli Usa e l’Ue.












