di Alberto Galvi –
La missione UNFICYP (United Nations Peacekeeping Force in Cyprus) bloccherà la costruzione da parte dei turco-ciprioti separatisti di una strada che invaderebbe la zona cuscinetto controllata dalle Nazioni Unite. I greco-ciprioti percepiscono la costruzione della strada come un’iniziativa a scopo militare in un punto sensibile lungo la zona cuscinetto che si estende per 180 chilometri.
I lavori sono iniziati sulla strada per collegare il villaggio di Arsos nel nord turco-cipriota con il villaggio misto greco-cipriota-turco-cipriota di Pyla, appena a sud della zona cuscinetto e all’interno del sud greco-cipriota, dove l’isola è riconosciuta a livello internazionale.
La strada violerebbe il mandato delle Forze armate di mantenere lo status quo all’interno della zona cuscinetto, come sancito dal mandato della missione delle Nazioni Unite nel 1974, quando la Turchia invase Cipro sulla scia di un colpo di Stato perpetrato dall’organizzazione paramilitare greco-cipriota chiamata EOKA-B, sostenuto dalla Guardia Nazionale Cipriota e dal regime dei colonnelli al potere in Grecia tra il 1967 e il 1974. Le conseguenze dell’invasione militare e della seguente occupazione di una parte del territorio sovrano di Cipro sono tangibili fino a oggi.
La strada darebbe ai turco-ciprioti un accesso diretto a Pyla aggirando un posto di blocco ai margini di una base militare britannica, una delle due basi che il Regno Unito mantenne dopo che Cipro ne ottenne l’indipendenza nel 1960. La costruzione della strada comporterà ripercussioni negative sugli sforzi per riprendere i colloqui e sui rapporti della Turchia con l’Ue.
Nel corso degli anni le Nazioni Unite hanno riportato numerose violazioni della zona cuscinetto da entrambe le parti. Il governo cipriota sta spingendo per riavviare i negoziati e risolvere il contenzioso geopolitico.




